Il Volo del falchetto: gli NH4 allo spazio Actis di Trieste

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la commedia

Alcuni anziani, ormai soli, scelgono di convivere in una casa privata, gestita dai solerti servizi sociali del Comune, circondati da una società amorevole e attenta ai loro bisogni. Così, almeno, dovrebbe essere e così appare ai loro occhi, al punto da lasciano libero sfogo a sogni, speranze e illusioni, ultimi decori di una vita ormai agli sgoccioli.

Ma così non è.

Sulle loro teste avvoltoi (o falchetti) descrivono ampi cerchi, pronti a scendere in picchiata per far fuori (letteralmente) le loro prede.

La commedia è divertente, le “botte di vita” auspicate dagli ospiti del piccolo ospizio ci fanno sorridere, le battute si susseguono, il colpo di scena finale ci lascia stupiti. Ma il quadro complessivo, piuttosto realistico, ci mostra persone deboli, lasciate sole sia da chi di loro dovrebbe interessarsi per ragioni affettive, sia, talvolta, dalle stesse strutture sociali. E questi vuoti vengono poi riempiti da personaggi spregiudicati che approfittano della situazione per riempirsi le tasche.

La messa in scena è certamente gradevole ed efficace. I singoli personaggi, specie gli anziani, sono ben caratterizzati dai loro sogni (la crociera, un nuovo amore, le citazioni latine), la situazione reale traspare da piccoli segni che si intravedono attraverso un contesto di apparente normalità, il finale stravolge ogni residua illusione di bene.

La rappresentazione è stata ospitata il 21 gennaio 2017 presso i locali dell’associazione Actis, a pochi passi dal molo di Trieste. Ed è interessante che realtà che perseguono finalità non dissimili cerchino di sostenersi a vicenda, invece di isolarsi in deleterie competizioni. L’Associazione Culturale Teatro Immagine Suono – ACTIS è un ente costituito nel 1992 con la volontà di promuovere attività e manifestazioni culturali atte a favorire la diffusione del teatro, della danza, delle arti figurative e visive, della musica e di ogni forma di arte contemporanea.

Il prossimo Marzo è prevista una replica.

la compagnia

Ha il nome di una sostanza chimica, l’ammonio, MH4. Il numero è però datato, perché nel tempo sono diventati cinque gli attori di questa compagnia triestina: Cristiano Bartole, Danila Attruia (anche regista),Fernanda Flamigni (che ha anche curato la riduzione teatrale), Franco Naglein eViola Mombelli, con il supporto tecnico di Marina Alzetta.

Un gruppo di amici, ciascuno con i suoi trascorsi teatrali, che si occupa di tutti gli aspetti che stanno tra un testo teatrale e la sua messa in scena. Compreso il marketing e le pubbliche relazioni, in questo caso sicuramente efficaci se hanno portato a riempire di pubblico, in una gelida serata di Gennaio, la pur piccola sala che ospitava la rappresentazione.

“Crediamo che la messa in scena sia la punta di un iceberg di cui la parte più grande del lavoro svolto è la parte nascosta” – ci dice Franco Neglein – “Dietro ad ogni rappresentazione c’è tantissimo lavoro e ciascuno di noi cerca di rendersi utile, secondo le proprie possibilità,mettendo le proprie capacità al servizio degli altri.” Ed aggiunge “E’ proprio questo lavoro che è fondamentale per cementare l’unità del gruppo. Siamo felici di essere completamente autonomi e liberi da vincoli.”

l’autore

E’ la seconda commedia di Aldo Nicolaj che gli NH4 mettono in scena. Lo scorso hanno era già stata rappresentata “Stato di quiete”.

Nicolaj, piemontese, ha conosciuto i campi di concentramento nazisti per aver rifiutato di aderire alla repubblica fascista. E’ stato a lungo addetto culturale dell’ambasciata italiana in Guatemala e, rientrato in Italia, ha iniziato la sua attività di sceneggiatore nelle produzioni della neonata Rai.

Scomparso nel 2004, ha avuto notevole fortuna all’estero, addirittura l’italiano più rappresentato fuori dai nostri confini nel 1977.

Lascia una vastissima produzione di commedie, anche in dialetto, atti unici e monologhi.

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