CORTI A VENEZIA: IN GARA SCUOLE DI CINEMA DI TUTTO IL MONDO

DAL 26 AL 29 MAGGIO, IL CA’ FOSCARI SHORT FILM FESTIVAL – IL PRIMO FESTIVAL CONCEPITO, ORGANIZZATO E GESTITO DIRETTAMENTE DA UNA UNIVERSITÀ – MOSTRERÀ ANCHE LA PRIMAVERA DI RESISTENZA ARABA, CHE ADESSO HA I SUOI SEGUACI IN EUROPA…

INOLTRE: IL PROGETTO CINETRENO, FILM SULLE ROTAIE, IL RACCONTO DI UNA “GIORNATA PARTICOLARE” VISSUTA, IN UNA ROMA PERSONALISSIMA, DAL TROMBETTISTA COOL CHET BAKER, UN WORKSHOP INTERAMENTE DEDICATO ALLA PRATICA CREATIVA DEI TITOLI DI TESTA, UN PICCOLO CONCORSO È DESTINATO ANCHE AGLI ISTITUTI MEDI SUPERIORI DELLA REGIONE VENETO, TORCELLO, IL CORTO RITROVATO PRODOTTO DA FRANCESCO PASINETTI (L’1 GIUGNO RICORRE IL CENTENARIO DALLA NASCITA) NEL 1947, UN’INIZIATIVA CONGIUNTA TRA PALAZZO GRASSI E CA’ FOSCARI…

LO ZOOM SARÀ INVECE PUNTATO SULLA CREATIVITÀ DEL REGISTA BOLOGNESE ROBERTO NANNI.

COLLABORAZIONE D’ECCEZIONE CON LA SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA.

LA GIURIA INTERNAZIONALE È COMPOSTA DALL’ITALIANO VALERIO MASTANDREA, DALL’URUGUAYANO MARIO HANDLER E DALL’INGLESE-ETIOPE THEO ESHETU.

 

Venezia, 25 maggio 2011. Non solo Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, con grandi maestri e divi. Adesso Venezia si candida anche a palestra del cinema del futuro. Nella città lagunare tra il 26 e il 29 maggio si svolgerà la prima edizione di un festival internazionale di cortometraggi, Ca’ Foscari Short Film Festival: sarà il primo in Europa organizzato e del tutto gestito da un’università, la Ca’ Foscari.  All’interno delle sedi dell’Ateneo della Serenissima due saranno le locations, entrambe prestigiose e con ingresso gratuito: il teatro Santa Marta (il 26 e il 27) e l’Auditorium Santa Margherita (il 28 e il 29). In concorso 30 opere provenienti da 14 scuole di cinema pubbliche e private dell’intero pianeta, con l’esclusione dell’Oceania.

Nella Serenissima del terzo millennio si svolgerà una sorta di ‘campionato mondiale’ del cinema studentesco, una radiografia dell’immaginario a venire, un confronto diretto con la generazione 2.0, tramite un concorso internazionale di cortometraggi realizzati da studenti di cinema e di scienze della comunicazione oppure da studenti universitari che frequentino corsi di cinema. Sono previsti anche programmi di cortometraggi fuori concorso, programmi speciali, workshop, incontri e un concorso di cortometraggi realizzati da studenti degli istituti superiori della regione Veneto.

 

Il Festival si svolgerà all’interno delle collaudate attività internazionali di Ca’ Foscari Cinema (http://cafoscaricinema.unive.it), organizzate a partire da quest’anno proprio dall’Università di Venezia.

 

Alla guida del Ca’ Foscari Short Film Festival, il critico Roberto Silvestri, coadiuvato da una squadra veneziana e internazionale di docenti universitari, di professionisti del cinema e della cultura, incastonati all’interno dell’esperienza di Ca’ Foscari Cinema, coordinata invece da Roberta Novielli, delegata dal rettore Carlo Carraro alle attività cinematografiche dell’università veneziana.

Scodellando e anticipando le tendenze future e le ‘geografie’ più vitali del momento, l’altro obiettivo del festival sarà disegnare una mappa aggiornata dei centri artistici e culturali più creativi, tenendo sempre a mente che negli ultimi anni molti cineasti (Olmi, Szomjas, Bellocchio, etc.) hanno immaginato le loro scuole di cinema in polemica con le ‘chiusure mentali’ e censorie tradizionali, sia pubbliche sia private.

Fino ad oggi, infatti, se qualcuno avesse voluto frequentare o iscrivere i figli in una buona scuola di cinema – ovunque nel mondo – quale avrebbe scelto? Non è facile. Bisogna prima di tutto essere in grado di entrarci (e non tutti ci riescono, perfino Steven Spielberg fu respinto dall’Usc), spesso e solo vincendo concorsi, oppure procacciandosi borse di studio, considerati gli alti costi.

Insomma, la maggior parte delle scuole di cinema più prestigiose e innovative degli ultimi anni, come la CalArts (California Institute of the Arts di Valencia, in California), ha ormai imposto lo stile ‘art house’ britannico, che prevede studi non concentrati solamente sul cinema, ma interdisciplinari e transartistici, quindi allargati anche alla conoscenza delle ultime tendenze delle altre arti: dalla musica alla danza, dalla pittura alla scultura, dalla grafica al design.

Si tratterà, dunque, di scegliere uno ‘stile didattico’ e confrontarlo con le dinamiche attuali, mettendolo a confronto con lo stile più ‘teorico poetico’ europeo (e allora Parigi, Praga, Roma, il Vgik di Mosca, se non altro perché è stata la prima scuola pubblica di cinema del mondo, nata nel 1919), o con quello più ‘pratico e operativo’ americano (anche perché è più complicato accedere per scomodità linguistica, religiosa o geografica, ai ‘centri vivi’ dove oggi si fa il cinema più interessante e innovativo, cioè Bangkok, Austin, Kuala Lampour, Iran, Pechino, Buenos Aires, etc.).

Com’è noto, esistono vari modi di fare cinema: quello degli Studios, quello televisivo, quello autoriale proveniente dalle scuole di cinema (George Lucas, John Milius, Francis Ford Coppola, e, nel nostro Centro Sperimentale di Cinematografia, Michelangelo Antonioni, Pietro Germi, Marco Bellocchio, Istvan Gaal, Gabriel Garcia Marquez, Juan Manuel Puig…) e quello underground.

Al Ca’ Foscari Short Film Festival la sfida è anche quella di cercare la storia del cinema che nasce dalle scuole di cinema, magari di quelle dove non s’insegna solo la storia del cinema finora concepita, ma anche la cultura del momento, con le sue tensioni transartistiche e transculturali. E capire com’è cambiato il cinema, quanto le scuole di cinema non hanno saputo capire gente come Spielberg o Tarantino.

Numerose sono oggi le scuole di cinema in piena attività, registi prestigiosi o, comunque figure note per il loro impegno, sono l’anima di progetti innovativi, anche in aree geografiche “periferiche”. La scuola tunisina, per esempio, è incentrata sulla figura del cineasta Nouri Bouzid e propone alcuni corti girati nei giorni della “primavera” rivoluzionaria: Chaos di Zekri Achref, Signé kalloutcha di Haythem Khemir, Confessions tunisiennes di Moncef Souissi. La primavera di resistenza araba, dunque,  ora diventa cinema. Non solo: i teenager, i rapper e i facebooker, che in questi giorni in Spagna, ma anche a Bologna,  insorgono contro la disoccupazione e le caste feudali d’Europa, non sono i primi seguaci naturali (anche se più lenti e  meno coraggiosi) delle piazze arabe che vogliono far valere il loro potere costituente?

E poi ci sono altre scuole: la “Satyajit Ray” indiana, quella, attivissima, di Cuba, fondata 15 anni fa da Gabriel G. Marquez, laboratorio di eccellenza cui fanno capo i cineasti dell’America Latina sempre più visibili all’estero, la cinescuola del Gansu cinese, l’Ucla di Los Angeles, la francese le Fresnoy, Tokyo, e, in Italia, la factory grossetana di Francesco Falaschi e lo Sperimentale di Milano.

I corti selezionati – si va da Bandh di Alfian Ahmad, Singapore, a O muro di Giovanna Calistro, Brasile, a Onde del Laboratorio Filmakers Scuola di Cinema Grosseto e Il proiezionista di Federico Spiazzi e Dario Di Viesto per l’Italia, fino al cinese Dreaming girl di River Huang, girato in digitale da una sonnambula – saranno giudicati da una giuria internazionale composta dall’italiano Valerio Mastandrea, dall’uruguayano Mario Handler e dall’inglese-etiope Theo Eshetu.

(http://cafoscaricinema.unive.it/it/content/concorso-ufficiale: a questo link, tutti i film in concorso).

Un piccolo concorso è destinato anche agli Istituti Medi Superiori della regione Veneto, visto come una valida piattaforma per comprendere le tendenze più “verdi” del territorio. Sono stati selezionati tre corti che concorreranno nel corso della prima giornata, 26 maggio, e che saranno valutati da una giuria di studenti Ca’ Foscari coordinata da Carlo Montanaro.

 

Uno spazio sarà dedicato alla proiezione del cortometraggio Inediti Legami realizzato nel dicembre 2009 dai giovani dell’Istituto Penale per Minori di Treviso, sotto la supervisione del professore Roberto Franzin, e premiato in varie competizioni festivaliere nazionali (Fotoro, Short di Mestre, Premio Castelli di Cagliari, Scuola e Cinema di Pordenone, Asolo Film Festival).

Le opere d’arte vengono prese come spunto di riflessione e di interpretazione nei confronti della solitudine, del dramma esistenziale e dell’unione solidale.

 

A Venezia, in occasione di questa manifestazione, la proiezione dei film internazionali sarà arricchita da una serie di eventi a latere. Il primo consiste nella visione di tre corti realizzati dai tre giurati, internazionali anch’essi, che sono Valerio Mastrandrea, volto notissimo, animatore, tra i suoi molti impegni, di una scuola di cinema di prossima apertura a Roma, alla Magliana, intitolata a Gian Maria Volontè, che presenterà Trevirgolaottantasette, suo esordio alla regia, Mario Handler, uruguayano, autore di un documentario “stralunato” su Praga, En Praga (A Praga) e Theo Eshetu, inglese di origine etiope, che ha realizzato un video sulla storia dell’obelisco di Axum dal titolo Lightning Strikes (Il fulmine colpisce).

 

Lo zoom sarà invece puntato sulla creatività del regista bolognese Roberto Nanni, autore “allergico alle definizioni” per il suo peculiare lavoro emotivo sulle immagini: 5 i corti proposti, fra cui, L’amore vincitore. Conversazione con Derek Jarman e Greenhouse Effect. Steven Brown reads John Keats, super8 girato per essere proiettato durante i concerti del celebre gruppo dei Tuxedomoon.

 

Cinetreno, film sulle rotaie è un progetto che nasce dalla collaborazione tra il network europeo di giovani cineasti Nisi Masa e le case di produzione MVMT Films e Mirumir, con la partecipazione dell’associazione Moviement. È stato concepito ispirandosi alle opere girate nell’Unione Sovietica degli anni ’30 sotto la guida del regista Aleksandr Medvedkin. Il progetto Kinopoezd impiegava registi e troupe per attraversare le Repubbliche Sovietiche girando e montando film “itineranti” in vagoni appositamente attrezzati. Le loro opere, per quanto finalizzate a evidenziare il trionfo del regime, costituivano anche un’occasione unica per dare una voce, e un volto, a zone di confine e popolazioni meno presenti in opere create in condizioni più controllate.

I registi del moderno Cinetreno hanno attraversato la Federazione Russa da Mosca a Ekaterinburg, spingendosi anche in Kazakhstan e ai confini con la Cina, indagando sui confini fisici e intellettuali dell’Eurasia, e le influenze reciproche tra culture europee e asiatiche. La prima edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival proietterà i documentari girati nell’edizione 2008 del progetto, in cui l’itinerario andava da Mosca a Vladivostok, e quelli del 2010, in un viaggio da Bishkek, in Kyrgyzstan, fino a Mosca.

E ancora: si potrà seguire il racconto di una “giornata particolare” vissuta, in una Roma personalissima, dal trombettista cool Chet Baker nel cortometraggio (offerto da Rarovideo) del 1963 La tromba fredda di Enzo Nasso; il focus sui “titoli di testa” col workshop dedicato, appunto, alla pratica creativa dei titoli di testa (FINALLY CREDITED! MAPPING FILM TITLES) a cura di Valentina Re, in collaborazione con Associazione Home Movies – Archivio nazionale del film di famiglia, e con la partecipazione degli studenti di Ca’ Foscari: un workshop interamente dedicato alla pratica creativa dei titoli di testa e ai suoi protagonisti, dalle movenze sornione della pantera rosa all’inseguimento quasi astratto delle silhouette di Prova a prendermi, attraverso il lavoro di moltissimi title designer, un percorso al confine tra cinema, animazione e motion graphics; il programma speciale curato da Elfi Reiter e Roberto Calabretto dove si documentano le azioni di Gunter Brus, Hermann Nitsch e Rudolph Schwarzkogler con l’annessa umoristica sperimentale che le accompagnava, facendosi partitura musicale pura.

Sarà infine proposto Torcello (1947) di Antonio Marzari e Salvatore Danò, corto scoperto da Carlo Montanaro negli Archivi della Cineteca Nazionale, formidabile documentario dal pathos neorealista prodotto da Francesco Pasinetti e realizzato dai suoi collaboratori giovani a lui più vicini. È un omaggio al veneziano Pasinetti, di cui il prossimo primo giugno  ricorre il primo centenario della sua nascita: 1911. È un’occasione preziosa per ripercorrerne l’attività e il talento, in particolare ricordandone la breve ma intensa vita dedicata alle “nuove” immagini del XX secolo

Tutto questo é il materiale destinato a dare vita al Ca’ Foscari short Film Festival, evento immaginato dallo stesso Rettore dell’Ateneo, Carlo Carraro, che ha voluto per la direzione artistica il critico Roberto Silvestri affiancato da una nutrita schiera di docenti, professionisti del cinema e della cultura coordinati da Roberta Novelli, responsabile delle attività cinematografiche della Università. Coinvolti anche 130 universitari di “buona volontà” che hanno permesso che il budget di solo 40.000 euro fosse sufficiente per un progetto così ambizioso.

 

Questo short festival è dunque soprattutto una dichiarazione di intenti ma è anche una forma di festeggiamento per il primo secolo di vita del lungometraggio cinematografico che, proprio nei primissimi anni del Novecento, nacque nel formato piccolo, corto, adatto a sperimentare una proposta azzardata e forse addirittura senza futuro; al contrario il corto ha sempre vissuto di vita propria, ne è la prova il fascino che ha sempre esercitato sui giovani, sia registi sia attori, i quali hanno cominciato proprio di lì a lavorare nel cinema, e si parla dei grandi, da Buster Keaton a Tim Burton.

 

Va segnalata, infine, un’iniziativa congiunta tra Palazzo Grassi e Ca’ Foscari nell’ambito dei video e dei film d’arte. Per ora è stato messo a disposizione il film di uno degli artisti selezionati per il Padiglione internazionale alla Biennale del 2011. Si tratta di Temps mort di Mohamed Bourouissa, testimonianza di vita quotidiana in un carcere francese realizzata con mini sequenze video riprese con telefonini ed inviate via mms da due detenuti; in cambio sui medesimi telefonini il regista riversava immagini di vita parigina, più o meno toccanti;  dal montaggio di questo inusuale materiale visivo nasce una poesia fatta di quotidianità in grado di dialogare a distanza.

Questa prima iniziativa congiunta tra Palazzo Grassi e Ca’ Foscari nell’ambito del video e del film d’arte è un modo di annunciare l’inizio di una collaborazione profonda tra queste due istituzioni, che vedrà il secondo appuntamento nei giorni 27, 28 e 29 settembre 2011, con la presentazione, all’auditorium Santa Margherita, di film di artisti e incontri coi loro autori concepito sulla base delle opere della Collezione François Pinault. I primi ospiti di questo programma inedito saranno Shirin Neshat, Cyprien Gaillard e Johan Grimponprez.

 

I Grand Prix per il Concorso internazionale e per il Concorso dedicato agli Istituti superiori della Regione Veneto sono delle sculture realizzate a cura dell’Istituto Europeo di Design di Venezia. Si tratta di pezzi unici che intendono coniugare tradizione e innovazione, interpretando al contempo le sinergie esistenti in ambito studentesco nella realtà veneziana. Sono stati chiamati a partecipare al progetto, infatti, gli studenti dello stesso IED coordinati da Gianluca Zuin.

Due menzioni speciali interpreteranno le opere di innovazione nel linguaggio cinematografico e di alta levatura artistica tra quelle presentate nel Concorso Internazionale. Alla prima sarà conferito un premio offerto da RaroVideo, un prezioso e raro cofanetto di dvd che ne esalti il valore sperimentale, mentre alla seconda corrisponderanno due preziosi volumi a tiratura limitata firmati da Peter Greenaway e offerti dall’Editrice Volumina, specializzata in concept art-book.

 

Una menzione sarà offerta dal VideoConcorso Pasinetti, quest’anno alla sua ottava edizione, destinata a un film del Concorso dedicato agli Istituti Superiori della Regione Veneto che si distingua per contributo alla descrizione della realtà veneziana. Infine, un’ultima menzione andrà all’opera, nello stesso concorso, che si sia distinta per il suo contribuito in difesa dell’ambiente veneto. Attraverso l’impronta sperimentale che ha segnato la sua opera, si intende così celebrare la figura del veneziano Pasinetti, di cui l’1 giugno ricorre il centenario dalla nascita.

Ca’ Foscari Short Film Festival inaugura la sua prima edizione con una collaborazione d’eccezione, avviando un percorso di ricerca sul tema delle nuove cinematografie e degli “esordi d’eccezione” con la Settimana Internazionale della Critica di Venezia, già specializzata in opere prime e in esplorazioni della più giovane scena creativa.

————————————————————————————————————

Organizzazione

Prof.ssa Maria Roberta Novielli

Dorsoduro 3484/D

30123 Venezia

Telefono: 041 234 6254

Email: cafoscaricinema@unive.it

 

Ufficio Stampa

Studio Morabito

Via Amerigo Vespucci, 57  – 00153 Roma

Telefono: 06 573 00825

Email: info@mimmomorabito.it

 

Servizio Comunicazione e Relazioni con il Pubblico Ca’ Foscari

Dorsoduro 3246 – 30123 Venezia

Telefono: 041 234 8358

Fax: 041 234 8367

Email: comunica@unive.it

 

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.