Stan Brakhage, Eyal Sivan e Koken Ergun: l’opacità del reale e l’atto di voler vedere
di RedazioneUna riflessione sulla soggettività dello sguardo e sull’etica che comporta, tra antropologia, cinema, psicoanalisi. Stan Brakhage, la volontà di confrontarsi con la propria finitezza. Eyal Sivan, la messa in discussione del proprio ruolo di documentarista attraverso l’enunciazione della propria presenza soggettiva nel documentario, Koken Ergun, il ritrarsi del proprio sguardo per lasciar spazio, senza mediazioni, all’esperienza reale dell’altro.
