STAGIONE TEATRALE 2012/13
LA PROSA TRA LETTERATURA E CINEMA
IL TEATRO STABILE DELLE MARCHE
LANCIA IL NUOVO CARTELLONE DI ANCONA E LA CAMPAGNA ABBONAMENTI
I PREZZI RESTANO QUELLI DELLO SCORSO ANNO
Il Teatro Stabile delle Marche in collaborazione con la Fondazione Teatro delle Muse e il Comune di Ancona presenta la Stagione Teatrale 2012/2013 con partner sostenitori Banca dell’Adriatico spa, Prometeo, AnconAmbiente per un cartellone teatrale che è sempre il primo ad essere lanciato delle Marche, con il più alto numero di spettatori e di abbonati.
Un ringraziamento particolare va proprio agli abbonati e al pubblico che ogni anno non rinunciano al teatro e con il loro rinnovo LO RENDONO SOSTENIBILE.
LA PROSA TRA LETTERATURA E CINEMA. Il cartellone mescola autori importanti italiani e stranieri da Elsa Morante a Luigi Pirandello da William Shakespeare a Denis Diderot ad Annibale Ruccello, strizza l’occhio alla commedia con Michael Frayn, al noir con Massimo Carlotto e a testi che sono anche stati film pluripremiati come: Kramer contro Kramer di Avery Corman e Il discorso del Re di David Seidler. Molti i generi proposti in cartellone che vedono salire sui palcoscenici di Muse e Sperimentale attori di fama ed eccellenti compagnie guidati da importanti registi, uno per tutti, Mario Martone che dirige Carlo Cecchi per uno spettacolo-evento che toccherà solo tre città italiane, Torino Roma e Ancona, Serata a Colono di Elsa Morante coprodotto anche dal Teatro Stabile delle Marche. Un gradito ritorno come regista sarà quello di Alessandro Gassman che il pubblico ricorda alle Muse alcune Stagioni fa con La parola ai giurati. Al lavoro nel ruolo di registi-attori vederemo: Michele Placido, Luca Barbareschi, Arturo Cirillo, Silvio Orlando, Vetrano e Randisi o apprezzeremo registi di fama che tornano a calcare come attori le assi del palcoscenico come Saverio Marconi.
Da ottobre 2012 ad aprile 2013 nella Stagione in abbonamento gli spettacoli saranno 10 in un melting-pot di testi, nomi e collaborazioni che coinvolgeranno il pubblico con 5 titoli alle Muse e 5 allo Sperimentale.
Tra i protagonisti: Lunetta Savino e Emilio Solfrizzi, Daniele Pecci e Federica Di Martino, Michele Placido, Silvio Orlando, Carlo Cecchi, Saverio Marconi e Giampaolo Valentini, Luca Barbareschi e Filippo Dini, Arturo Cirillo con Monica Piseddu e Sabrina Scuccimarra, Giulio Scarpati e Claudio Casadio, Enzo Vetrano e Stefano Randisi.
Il cartellone vanta la prima nazionale dello spettacolo che apre la Stagione Kramer contro Kramer, l’anteprima regionale dello spettacolo Il discorso del Re e l’esclusiva regionale di Serata a Colono coprodotto da Teatro Stabile di Torino, Teatro di Roma, Teatro Stabile delle Marche.
La Stagione si apre dal 4 al 7 ottobre 2012 al Teatro delle Muse con Kramer contro Kramer di Avery Corman immortalato dalla pellicola pluripremiata (4 Premi Oscar) nel 1979 con Dustin Hoffman e Meryl Streep diretti da Robert Benton. Protagonisti a teatro sono Daniele Pecci e Federica Di Martino. Lo spettacolo proverà alcuni giorni in città per poi debuttare in prima nazionale ad Ancona. La regia è affidata a Patrick Rossi Gastaldi, la produzione è di Teatro e Società srl.
Si prosegue sempre al Teatro delle Muse dall’8 all’11 novembre con Re Lear di William Shakespeare, definita la migliore tragedia del Bardo, interpetata e diretta d Michele Placido, per Ghione produzione. Scritta nel 1605/1606 la storia affonda le radici nell’antica mitologia inglese, sulla leggenda di Leir, un re della Britannia. È un dramma a doppio intreccio nel quale la trama secondaria contribuisce a far risaltare i vari momenti dell’azione principale. Il vecchio Re Lear decide di dividere il regno tra le tre figlie, a seconda dell’amore che sapranno dimostrargli.
Dal 6 al 9 dicembre si prosegue al Teatro delle Muse con Il discorso del Re di David Seidler, con e diretto da Luca Barbareschi. In scena anche: Filippo Dini, Ruggero Cara, Chiara Claudi, Roberto Mantovani, Astrid Meloni, Mauro Santopietro, Emanuele Vezzosi, produzione Casanova Multimedia. Il discorso del Re è ormai famoso in tutto il mondo per via dell’omonimo film del 2010 diretto da Tom Hooper e interpretato fra gli altri da Colin Firth, Geoffrey Rush e Helena Bonham Carter. E’ stato pluripremiato con 4 premi Oscar su 12 candidature. In origine nasce però come testo teatrale, sempre scritto da David Seidler, autore anche della sceneggiatura del film.
Dal 20 al 23 dicembre al Teatro delle Muse arriva con la regia di Leo Muscato Due di noi di Michael Frayn con una coppia di attori amatissimi dal pubblico, Emilio Solfrizzi e Lunetta Savino. La produzione è di ErreTiTeatro30/Leart’. Lo spettacolo è una sorta di trilogia sull’universo coppia. Il testo, esordio teatrale di Frayn, fu rappresentata per la prima volta a Londra nel 1970. Ironia e nonsense per un perfetto meccanismo a orologeria che non lascia scampo.
La Stagione prosegue dal 23 al 27 gennaio al Teatro Sperimentale Il nipote di Rameau di Denis Diderot, adattamento di Silvio Orlando ed Edoardo Erba con Silvio Orlando, Amerigo Fontani, Maria Laura Rondanini per la regia di Silvio Orlando, clavicembalista Simone Gullì, scene Giancarlo Basili, costumi Giovanna Buzzi, produzione Cardellino srl. Aspro divertimento per un capolavoro satirico della seconda metà del Settecento. Una parabola grottesca che mancava dai palcoscenici italiani dagli anni ’90.
Dal 6 al 10 febbraio al Teatro Sperimentale Arturo Cirillo, amatissimo dal pubblico delle Marche già applaudito con Le intellettuali, Otello, L’avaro, dirige Ferdinando un testo ricco di smascheramenti e passione di Annibale Ruccello portato in scena assieme alle attrici Monica Piseddu e Sabrina Scuccimarra. Le scene sono di Dario Gessati e i costumi di Gianluca Falaschi, produzione Fondazione Salerno Contemporanea e Festival Benevento Città Spettacolo. Cirllo è suo terzo incontro con le opere del drammaturgo stabiese dopo Le cinque rose di Jennifer, che lo Stabile delle Marche ha portato in scena anche a Parigi e L’ededitiera (premio Ubu).
Dal 27 febbraio al 3 marzo al Teatro Sperimentale arriva lo spettacolo Oscura immensità tratto dal romanzo “L’oscura immensità della morte” di Massimo Carlotto, con protagonisti Giulio Scarpati e Claudio Casadio per la regia di Alessandro Gassman, produzione del Teatro Stabile del Veneto. Un noir che mescola vendetta, perdono e voglia di giustizia, una pièce che non lascia scampo dove il pubblico dovrà per forza di cose schierarsi.
Dal 20 al 24 marzo al Teatro Sperimentale tornano gli amatissimi Enzo Vetrano e Stefano Randisi che portano in scena un Pirandello, L’uomo, la bestia e la virtù insieme a Ester Cucinotti, Giovanni Morchella, Antonio Lo Presti, Margherita Smedile, Giuliano Brunazzi, Luca Fiorino. Le luci sono di Maurizio Viani, la scenografia di Marc’antonio Brandolini, i costumi di Ursula Patzak, produzione Teatro degli Incamminati / Diablogues. Una commedia o meglio come la definì lo stesso autore, “un apologo in tre atti”, tratto dalla novella Richiamo all’obbligo. Il tema farsesco si muove attorno a tre personaggi-maschera che sviluppano nella trama momenti esilaranti in un intreccio di legami di coppia, perbenismi e pregiudizi ambientato in una Sicilia di porte socchiuse e commenti malevoli.
Dal 4 al 7 aprile al Teatro delle Muse arriva un evento europeo, in esclusiva per le Marche, la messa in scena di Serata a Colono, l’unico testo teatrale di Elsa Morante. La regia è di Mario Martone che dirige Carlo Cecchi, unendo così due delle sensibilità artistiche più significative della scena internazionale. La produzione dello spettacolo è del Teatro Stabile di Torino, Teatro di Roma e Teatro Stabile delle Marche che prosegue il suo rapporto ormai decennale con Carlo Cecchi. Elsa Morante lo inserisce all’interno della raccolta La commedia chimica, tratti da “Il mondo salvato dai ragazzini”. A fornire un primo suggerimento sulle generalità del testo è il sottotitolo della sceneggiatura attraverso cui l’autrice dichiara che, quanto si sta per leggere, altro non è che una “parodia”. Serata a Colono infatti si presenta come la parodia di una delle più famose tragedie del mondo antico, l’Edipo a Colono di Sofocle.
Dal 17 al 21 aprile al Teatro Sperimentale la Stagione in abbonamento si chiude con Variazioni enigmatiche di Éric- Emmanuel Schmitt con Saverio Marconi e Giampaolo Valentini per la regia di Gabriela Eleonori, scene e costumi di Carla Accoramboni, luci di Valerio Tiberi, produzione Compagnia della Rancia. Saverio Marconi torna in scena come attore e sceglie ÉriEmmanuel Schmitt, con cui ha collaborato per l’edizione francese del musical Nine diretta alle Folies Bergère e le sue Variazioni enigmatiche, già straordinario successo di pubblico e critica in Europa (in Francia è stata interpretata da Alain Delon e in Inghilterra da Donald Sutherland). Un testo mai prevedibile che alterna sentimenti con colpi di scena in un crescendo di tagliente ironia, commozione, tenerezza e crudeltà.
E’ prevista anche l’aggiunta in cartellone di uno spettacolo fuori abbonamento per il quale gli abbonati alla nuova Stagione Teatrale 2012/13 avranno un più alto sconto rispetto allo scorso anno e la consueta prelazione sul biglietto.
I prezzi degli abbonamenti e dei biglietti restano invariati rispetto alla scorsa Stagione.
La CAMPAGNA ABBONAMENTI parte con la possibilità di rinnovo degli abbonamenti a teatro in occasione dell’ultimo spettacolo in cartelloneallo Sperimentale History Boys dal 25 al 28 aprile al Teatro Sperimentale.
Il RINNOVO ABBONAMENTI prosegue fino al 20 maggio;
il RITIRO degli ABBONAMENTI CONFERMATI sarà dal 21 maggio all’8 giugno;
poi segue la fase di CAMBI DI POSTO O TURNO dal 18 al 22 giugno,
I NUOVI ABBONAMENTI PARTIRANNO QUEST’ANNO DAL 12 SETTEMBRE.
Acquisto abbonamenti biglietteria Teatro delle Muse 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org
Si ringrazia per il sostegno all’attività del Teatro Stabile Pubblico delle Marche: il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Marche, La Provincia di Ancona e i Soci della Fondazione “Le Città del Teatro”.
dal 4 al 7 ottobre – Teatro delle Muse – PRIMA NAZIONALE
KRAMER CONTRO KRAMER
di Avery Corman
traduzione e adattamento di Masolino d’ Amico
con Daniele Pecci e Federica Di Martino
regia di Patrick Rossi Gastaldi
Teatro e Società srl
Kramer contro Kramer è l’adattamento del romanzo americano di Avery Corman, immortalato dal film di Robert Benton del 1979, con Dustin Hoffman e Meryl Streep vincitore di quattro premi Oscar. L’opera racconta le vicissitudini che fanno seguito alla separazione di una coppia e la crescita del bimbo di sei anni. Padre e figlio superano con qualche difficoltà la nuova situazione, poi si rifà viva la madre e l’affidamento del figlio finisce in tribunale. Comincia una battaglia legale che mette a dura prova l’ex coppia. Il dettaglio è importante, perché la commedia non è un derivato del film, per quanto ovviamente ne richiami le situazioni più fatidiche, ma è un lavoro del tutto originale. L’argomento, che fece molto scalpore ai suoi tempi quando l’emancipazione femminile era assai meno progredita di oggi, è rimasto di grande attualità, anche grazie alla finezza con cui l’autore lo svolge. La commedia imposta un avvincente dibattito in cui tutti si possono identificare e in cui, come nella vita, dire chi ha torto e chi ha ragione è molto azzardato
dall’8 all’11 novembre – Teatro delle Muse
RE LEAR
di William Shakespeare
con Michele Placido
regia Michele Placido e Francesco Manetti
Ghione Produzione
Re Lear è una tragedia in cinque atti, in versi e prosa, scritta nel 1605-1606 da William Shakespeare ed è universalmente considerata una delle migliori tragedie.
La storia che ne fornisce l’intreccio principale affonda le radici nell’antica mitologia britannica ed è basata sulla leggenda di Leir, un re della Britannia vissuto prima che questa diventasse parte dell’Impero Romano. Una storia arcaica, dunque, che era già stata narrata in cronache, poemi e anche testi teatrali, prima che Shakespeare scegliesse di raccontarla di nuovo. È un dramma a doppio intreccio nel quale la trama secondaria contribuisce a far risaltare e a commentare i vari momenti dell’azione principale. Il vecchio Re Lear decide di dividere il proprio regno tra le tre figlie, a seconda dell’amore che sapranno dimostrargli. Due delle figlie, Goneril e Regan (rispettivamente sposate con il duca di Albany e di Cornovaglia), gli offrono subito altisonanti dichiarazioni d’affetto, mentre la terza, Cordelia, si limita a dichiaragli un giusto amore. Irritato dalla risposta, Lear la ripudia e divide tutto il suo regno tra Goneril e Regan, le quali s’impegnano a dargli ospitalità, un mese per una, in compagnia della sua scorta di cento cavalieri. Mentre Cordelia, sposatasi con il Re di Francia, abbandona il regno, Lear ha modo ben presto di constatare l’ingratitudine delle due figlie favorite. Colpito nel suo orgoglio di re e di padre, sempre più solo in compagnia del proprio Fool, Lear perde progressivamente la ragione. E, nel frattempo, la sua storia s’intreccia con quella del devoto Gloucester, anche lui protagonista di un dramma famigliare, che lo porta alla disperazione e alla distruzione fisica a causa delle manovre del figlio bastardo, Edmund, il quale riesce a convincerlo a mettere al bando l’innocente primogenito Edgar. Votate entrambe a un tragico precipizio, le due vicende umane si rispecchiano e s’intrecciano in una società stravolta dalle lotte intestine e dalle più violente passioni individuali.
dal 6 al 9 dicembre – Teatro delle Muse – ANTEPRIMA REGIONALE
Il Discorso del Re
di David Seidler
con Luca Barbareschi,Filippo Dini, Ruggero Cara, Chiara Claudi, Roberto Mantovani, Astrid Meloni, Mauro Santopietro, Emanuele Vezzosi,
regia di Luca Barbareschi
scene Massimiliano Nocente
costumi Andrea Viotti
Casanova Multimedia
Il discorso del re (The King’s Speech) è ormai famoso in tutto il mondo per via dell’omonimo film pluripremiato con 4 premi Oscar e diretto da Tom Hooper. Il testo teatrale di David Seidler, autore anche della sceneggiatura del film, è ispirato ad una storia vera che ruota attorno ai problemi di balbuzie di re Giorgio VI, padre dell’attuale sovrana Elisabetta d’Inghilterra, e al rapporto con il logopedista Lionel Logue che lo ha in cura.
Il discorso del Re sfrutta l’aspetto psicofisico della disarticolazione verbale per raccontare il rapporto tra il Paese colono e l’Impero per cui sacrifica i propri figli in guerra. E dimostra come aneddoti nascosti nelle pieghe della Storia possano elevarsi alla potenza dell’epica, se narrati con perizia e ritmo. La commedia è ambientata in una Londra surreale, a cavallo tra gli anni 20 e 30, ed è centrata sulle vicende di Albert, secondogenito balbuziente del Re Giorgio V.Una commedia umana, sempre in perfetto equilibrio tra toni drammatici e leggerezze, ricca di ironia ma soffusa di malinconia, a tratti molto commovente, ma capace anche di far ridere. Non di risate grasse o prevedibili, ma di risate che nascono dal cervello e si trasmettono al cuore. Così come le lacrime non nascono da un intento ricattatorio ma dall’empatia, da una condivisione sentimentale di difficoltà umane. Il discorso del Re parte dai fatti storici per addentrarsi in un dramma personale, senza abbandonare mai la Storia, che non è fondale sottofondo ma è presenza imprescindibile di ogni istante della commedia al fianco dei protagonisti.
dal 20 al 23 dicembre – Teatro delle Muse
DUE DI NOI
di Michael Frayn
con Emilio Solfrizzi e Lunetta Savino
regia Leo Muscato
ErreTiTeatro30/ Leart’
Questa commedia, una sorta di trilogia intorno all’universo coppia, fu rappresentata per la prima volta a Londra nel 1970. Era l’esordio teatrale di Michael Frayn, un autore allora sconosciuto, che solo una decina d’anni dopo sarebbe diventato famoso in tutto il mondo grazie al successo di Rumori fuori scena. “Due di noi” è il titolo che racchiude tre atti unici, concepiti per essere recitati da un’unica coppia d’attori che raccontano tre emblematiche e paradossali situazioni matrimoniali.. Due di noi è un fuoco di fila di trovate, di battute incongruenti, riunite attorno, in tutti e tre i casi, a un’invenzione drammaturgica che ha per protagonista una coppia, colta in situazioni al limite – comiche, surreali o addirittura inquietanti – ma sempre risibili. Quello che conta in Frayn è il modo in cui si sviluppano vicende risapute l’autore è in grado di restituire una carica forsennata, grazie a un’invidiabile capacità di giostrare l’ironia con l’allarme e con il nonsense cercando di coinvolgerci dentro un perfetto meccanismo a orologeria che non lascia scampo. Sono passati ormai quarant’anni da quel felice esordio, ma la freschezza di queste piccole pièces è rimasta intatta, a riprova del loro valore teatrale e della bravura dell’autore.
dal 23 al 27 gennaio – Teatro Sperimentale
IL NIPOTE DI RAMEAU
di Denis Diderot
adattamento Silvio Orlando e Edoardo Erba
con Silvio Orlando, Amerigo Fontani, Maria Laura Rondanini
regia Silvio Orlando
clavicembalista Simone Gullì
scene Giancarlo Basili
costumi Giovanna Buzzi
Cardellino srl
Il nipote di Rameau di Denis Diderot, capolavoro satirico della seconda metà del Settecento è la parabola grottesca di un musico fallito, cortigiano convinto, amorale per vocazione avvolto in un lucido cupio dissolvi. Nella sua imbarazzante assenza di prospettive edificanti, nella riduzione della vita a pura funzione fisiologica riesce in maniera paradossale a ribaltare la visione del bene e del male, del genio e della mediocrità, della natura umana e delle possibilità di redimerla. Rameau si è offerto attraverso i secoli come un nitido archetipo di libero servo, innocua foglia di fico per padroni a tolleranza variabile. Scorgiamo dietro la sua perversità le paure del filosofo del perdere se stesso e i propri riferimenti etici nell’affrontare un primo embrione di libero mercato delle idee che intuiva stesse nascendo in quel turbolento e fervido scorcio di secolo. Rameau manca dai nostri teatri dagli inizi degli anni Novanta, un ventennio di profonde mutazioni nel corpo della nostra società civile, le sue contorsioni intellettuali quindi assumono nuovo e violento impatto e nuovi motivi di aspro divertimento.
dal 6 al 10 febbraio – Teatro Sperimentale
Ferdinando
di Annibale Ruccello
con Arturo Cirillo, Monica Piseddu, Sabrina Scuccimarra
scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
regia Arturo Cirillo
Fondazione Salerno Contemporanea / Festival Benevento Città Spettacolo
Capolavoro della drammaturgia di Annibale Ruccello (1956-1986), al suo debutto Ferdinando fu giudicato uno degli spettacoli più significativi della stagione. Con questo nuovo allestimento, Arturo Cirillo è al suo terzo incontro col drammaturgo stabiese, dopo le fortunate prove de Le cinque rose di Jennifer e L’ereditiera (Premio Ubu). Campagna napoletana, agosto 1870: il Regno delle Due Sicilie è caduto e la baronessa borbonica Donna Clotilde (Sabrina Scuccimarra) nella sua villa vesuviana si è “ammalata” di disprezzo per il re sabaudo e per l’Italia piccolo-borghese nata dalla recente unificazione. A fare da infermiera all’ipocondriaca nobildonna è Gesualda (Monica Piseddu), cugina povera e inacidita dal nubilato, ma segreta amante di Don Catellino (Arturo Cirillo), prete di famiglia corrotto e vizioso. I giorni passano tutti uguali, tra pasticche, decotti, rancori e bugie. A sconvolgere lo stagnante equilibrio domestico è l’arrivo di un sedicenne dalla bellezza efebica che, rimasto orfano, viene mandato a vivere da Donna Clotilde, di cui risulta essere un lontano nipote. Sarà lui a gettare lo scompiglio nella casa, riaccendendo passioni sopite e smascherando vecchi delitti. Ma chi è davvero Ferdinando?
dal 27 febbraio al 3 marzo – Teatro Sperimentale
OSCURA IMMENSITA’
tratto dal romanzo
“L’oscura immensità della morte” di Massimo Carlotto
con Giulio Scarpati e Claudio Casadio
regia Alessandro Gassman
Teatro Stabile del Veneto
Giustizia, vendetta, perdono, pena. Questi sono i temi universali dell’Oscura immensità, un progetto narrativo nato come romanzo e che ora trova una sua articolazione naturale (e molto richiesta) come testo teatrale. In questa pièce, a differenza del romanzo, sono fortemente presenti i sentimenti contrastanti che ho potuto cogliere negli anni. Oscura immensità non lascia scampo. Alla fine ognuno è costretto a prendere posizione, a non eludere le domande che i due personaggi, Raffaello Beggiato e Silvano Contin, carnefice e vittima, pongono con la forza disarmante dei destini contrapposti e ineluttabili. Chi deve perdonare colui che ha commesso un delitto e che sta scontando una pena detentiva o è rinchiuso nel braccio della morte? I familiari della vittima o lo Stato? O entrambi? La ragione, la politica, la religione, la filosofia non sono ancora riuscite a dare una risposta esauriente e in grado di soddisfare coloro che hanno sofferto il danno irreparabile della perdita di un loro caro, per mano assassina, perché prevalgono sentimenti ancestrali che offuscano, accecano, trasformando l’esistenza in una oscura immensità. La vendetta, la più dura e terribile, rimane come unica soluzione di razionalizzazione del lutto, di possibile via a un futuro diverso. Proprio quella vendetta che porta persone miti ad assistere all’esecuzione di un uomo e a uscire dal carcere con un sorriso stampato sulle labbra. Quando l’amico Ruggero Sintoni mi ha telefonato per trasmettermi il suo entusiasmo e la volontà di portarla in scena, ho capito che poteva realmente trasformarsi in un grande progetto. Ora che é nelle mani sapienti di Alessandro Gassman ne ho la certezza.
dal 20 al 24 marzo – Teatro Sperimentale
L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTU’
di Luigi Pirandello
con Enzo Vetrano, Ester Cucinotti, Giovanni Morchella, Stefano Randisi, Antonio Lo Presti, Margherita Smedile, Giuliano Brunazzi, Luca Fiorino
regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi
luci di Maurizio Viani
scenografia di Marc’Antonio Brandolini
costumi di Ursula Patzak
Teatro degli Incamminati / Diablogues
Enzo Vetrano e Stefano Randisi – vincitori del Premio Le Maschere del teatro italiano 2011 miglior spettacolo di prosa dell’anno con I giganti della montagna – tornano a confrontarsi con Luigi Pirandello scegliendo questa volta una commedia, o, come dice lo stesso autore, un “apologo in tre atti”, tratto dalla novella Richiamo all’obbligo. Il tema farsesco – ben illustrato nel titolo L’uomo, la bestia e la virtù – si muove attorno a tre personaggi-maschera: il professor Paolino, la signora Perella e il di lei marito capitano di marina. Ambientato in una Sicilia di porte socchiuse e commenti malevoli, dove il decoro familiare la fa da padrone, l’intreccio sviluppa momenti esilaranti in un gorgo di legami di coppia, abbandoni, perbenismi, pregiudizi e ribaltamenti. Lo spettacolo disegna un mondo evocativo dove momenti di forte comicità si stemperano nella poesia, e dove il dramma si compie per poi sciogliersi in slittamenti surreali. I due registi immaginano l’intera pièce come scaturita da un grande armadio che campeggia sul fondo della scena e dal quale giungono voci e figure come da un arsenale delle apparizioni: la presenza dei personaggi si mescola a incarnazioni visionarie; le musiche, gli oggetti, lo stesso armadio prendono vita autonoma, partecipano al racconto della vicenda e assumono funzione di coro.
“Mai come in questo testo la drammaturgia di Pirandello si esprime col linguaggio del grottesco e genera una favola allegorica – spiegano Vetrano e Randisi. La situazione è di quelle, care al nostro autore, al limite del possibile eppure credibilissime, paradossale risvolto di quella società claustrofobica e piena di convenzioni che l’autore ha saputo scardinare pezzo dopo pezzo coi suoi affondi letterari e teatrali”.
dal 4 al 7 aprile – Teatro delle Muse – ESCLUSIVA REGIONALE
SERATA A COLONO
di Elsa Morante
con Carlo Cecchi regia Mario Martone
Fondazione Teatro Stabile di Torino / Teatro di Roma /Teatro Stabile delle Marche
Carlo Cecchi e Mario Martone tornano al lavoro insieme per uno straordinario progetto teatrale, al quale il grande attore ha dedicato un lungo lavoro di preparazione, sfociato in una serie di recital nelle passate stagioni. Serata a Colono è l’unico testo teatrale scritto da Elsa Morante e fa parte de Il mondo salvato dai ragazzini, pubblicato nel 1968. La cornice letteraria in cui è inserito è estremamente variegata: il volume infatti è diviso in tre sezioni (Addio, La commedia chimica e Canzoni popolari) e i testi contenuti affascinano per eterogeneità, spaziando dal racconto in poesia alla canzone in versi. Tra gli esperimenti letterari spicca appunto La serata a Colono, parodia di una delle più famose tragedie del mondo antico, l’ Edipo a Colono di Sofocle. In questa nuova versione, che rende giustizia a un testo poco pratico sulle nostre scene, Cecchi e Martone uniscono due fra sensibilità artistiche più significative della scena per un progetto che ha affascinato. tra l’altro, Carmelo Bene, artefice di un tentativo di versione cinematografica, mai realizzata, nel 1970, a cui avrebbe dovuto partecipare anche Eduardo De Filippo e che la stessa Morante aveva sostenuto.
dal 17 al 21 aprile – Teatro Sperimentale
VARIAZIONI ENIGMATICHE
di Eric Emmanuel Schmitt
traduzione di Saverio Marconi e Gabriela Eleonori
con Saverio Marconi e Giampaolo Valentini
regia Gabriela Eleonori
scene e costumi Carla Accoramboni
luci Valerio Tiberi
Compagnia della Rancia
Saverio Marconi torna in scena come attore e sceglie Eric Emmanuel Schmitt, con cui ha collaborato per l’edizione francese del musical Nine diretta alle Folies Bergère e le sue Variazioni enigmatiche, già straordinario successo di pubblico e di critica in Europa (in Francia è stata interpretata da Alain Delon, in Inghilterra da Donald Sutherland). Il titolo dell’opera fa riferimento a Enigma Variations, composizione del musicista inglese Edward Elgar, quattordici variazioni su una melodia che sembra impossibile da riconoscere, così come Schmitt sembra concepire il rapporto tra gli esseri umani come qualcosa che possiamo solo intuire. Un testo mai prevedibile, che alterna sentimenti con drammatici colpi di scena, in cui l’ironia più tagliente si trasforma in commozione, la tenerezza in folle crudeltà. È la storia del confronto disperato fra due uomini, Abel Znorko, misantropo, Nobel per la letteratura che si è ritirato a vivere da eremita in un’isola sperduta del mare della Norvegia, vicino al Polo Nord (ma conserva un intenso rapporto epistolare con la donna amata) e Erik Larsen, sconosciuto giornalista cui lo scrittore concede un’intervista.
L’incontro, tra ferocia e compassione, si trasforma in una sconvolgente scoperta di verità taciute e dell’illusione in cui i due si calano.

















