Il 30 dicembre, a Cagliari, la replica del monologo teatrale ‘Bianca Rondine Silente’ liberamente tratto dal romanzo di Giovanna Mulas ‘Nessuno doveva Sapere, Nessuno doveva Sentire’, di e con Antonio Marras.

Organizzazione a cura dell’ Istituto di Scienze Olistiche e Il Teatro della Chimera.

Opera già presentata con successo anche al Teatro Colosseo in Roma.

Il ricavato ottenuto dalla rappresentazione del monologo, co-prodotto dalla Cooperativa Sociale DuasCor DuosCoros e l’Associazione Cantieri d’Arte Teatro della Chimera di Lula, verrà prevalentemente utilizzato per finanziare l’acquisto degli arredi di una casa di accoglienza fuori dalla colonia penale di Mamone, struttura che la stessa Cooperativa Onlus sta costruendo e che è destinata ad accogliere i detenuti che escono in permesso e i familiari che vi si recano per i colloqui.

La parte residua dell’incasso sarà destinata al finanziamento dell’attività di ricerca e di informazione gratuita promossa in Italia e all’estero dall’ Istituto di Scienze Olistiche.

Altre News dal blog ufficiale di Giovanna Mulas: http://giovannamulas.blogspot.com/2011/12/il-concepimento-dell-accabadora.html

Da appunti sparsi prima di ‘Nessuno doveva Sapere, Nessuno doveva Sentire’, di Giovanna Mulas: “(…)Il capitolo del sabba e il concepimento di quella che diverrà la mia accabadora.
Parecchi hanno lamentato la crudezza dell’ immagine. Ma perché castrare, forzare ciò che è natura? Troppi stereotipi, ipocrisie e ipocondrie morali, da sempre, attorno alla Sardegna e nella letteratura che l’accompagna…troppe santità a ingabbiare una terra orgogliosa, fatta di magia, interpretazione dei sogni, profezie, di anime che ritornano per portare messaggi. Volevo qualcosa che colpisse il lettore come uno schiaffo: la mia accabadora, strega e fata e profezia assieme, doveva nascere in maniera diversa, già eterna: l’Essere nel divenire.
Ecco quindi il concepimento: un branco di lupi, Aradia. La Madre delle streghe e le sue anime inquiete (che vado a rappresentare nel libro come Panas, nella tradizione popolare sarda rappresentano le donne morte di parto), durante un sabba.
Il concepimento avviene per mezzo di una ragazzina sarda (da qui il legame con l’isola: il perché dell’accabadora in Sardegna).
I rapporti lesbo tra le streghe, nel romanzo: femmine che si amano, che ‘abbracciano’ (avvolgono, inglobano) altre femmine: è metafora della terra, partoriente ciclica: che continua, rinasce e muore eppoi rinasce in ogni femmina di tutte le sue specie.
Questi dettagli li sentivo in grado di regalare un’eternità alla figura della mia accabadora.
Tra gli altri, lavorai per mesi sul testo ‘Gospel of the Witches’, di Charles G. Leland (1824-1923), studioso di esoterismo e folclore. L’editore inglese David Mutt pubblicò l’opera per la prima volta nel 1899. Stregoneria come culto di Diana: Madre amorevole ma portatrice di morte. Unitasi a Lucifero genera Aradia, la cui missione sarebbe quella di liberare gli oppressi, i poveri.

Nella società delle streghe è la femmina a rappresentare il principio fondamentale.
Nella prima stesura del romanzo mi basai sui racconti tratti dalla tradizione orale delle Streghe toscane del XVIII secolo, non tralasciando e anzi evidenziando il plagio della Chiesa cattolica sulle menti più influenzabili. La forte importanza, nella Stregoneria Italiana, del culto della Madonna: venerata come Madre salvatrice, presente in molti incantesimi di guarigione e fertilità. Ciò che volevo era riportare La Madonna in Diana, riunificarla, nelle sue infinite manifestazioni.
Ancora il sacro che si faceva profano, che in realtà lo era sempre stato…”.

Leggi tutti gli appunti sparsi prima del romanzo: http://giovannamulas.blogspot.com/2011/12/sulla-mia-accabadora.html

E’ possibile ordinare il libro anche a questo link, pagamento a contrassegno e direttamente a domicilio: http://www.ibs.it/libri/mulas+giovanna/libri+di+giovanna+mulas.html

Guarda anche: