“456″ di Mattia Torre al Teatro Sperimentale di Ancona
456 una perfetta famiglia “normale”
Un inginocchiatoio, un tavolo di legno con delle sedie, un salame appeso al centro del tavolo che ogni tanto oscilla, una cucina economica con il “sugo perpetuo”che bolle di continuo lasciato in eredità dalla nonna morta quattro anni prima e un cucù di legno sono gli elementi scenici che ci fanno sbirciare dentro la casa di una famiglia italiana, proveniente da un sud non ben definito dove si mescolano vari dialetti meridionali che amplificano, attraverso le storpiature grammaticali, l’identificazione nel nucleo familiare rappresentato in scena.
Non ci sono riferimenti spazio-temporali, è l’interno di una casa dove prende vita la quotidianità di una famiglia “tradizionale”: la madre sottomessa (Cristina Pellegrino), il padre padrone (Massimo De Lorenzo) e il figlio che sembra già vecchio (Carlo De Ruggieri). I tre passano una giornata in attesa di un ospite e della sua probabile moglie per definire qualcosa di non esplicitato, non detto ma che in qualche modo sembra avere il potere di cambiare il loro destino e di essere di vitale importanza.
La famiglia nell’attesa, litiga, si lancia addosso il salame appeso, prega per esaudire fugaci e semplici soddisfazioni, si insulta, si confronta, e simula ripetutamente il ricevimento dell’ospite così tanto invocato e desiderato.
Una serie di clichè dolci-amari, sagaci, scaltri e tragicomici riproducono una realtà drammatica e ridicola allo stesso tempo che fa sorridere, riflettere, immedesimare. Il testo prende vita nelle pause e nei silenzi, nei movimenti, nell’ironia, nella drammaticità dei dialoghi creando un meccanismo in perfetto equilibro tra il tragico e l’ironico.
Frustrazione, immobilismo intellettuale, rabbia, tradizionalismo e impassibilità si mescolano in una commedia grottesca e beffarda che ha come tema di fondo la morte che diventa un espediente per esaltare la vita, un lieto fine che rende liberi. La morte come fuga dal presente come speranza nel futuro, come scaltra ambizione illusoria.
Il salame oscilla, il sugo continua a bollire in pentola, scoppia l’ennesima lite che conclude in modo violento e fatale la giornata.
Dissacrante, sarcastico, beffardo come la vita, come la morte.
Maria Clara Montesi








