The Sound of Oblivion: le fotografie di Maurizio Sorvillo raccontano l’anima di architetture fatiscenti

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Architetture ormai fatiscenti che parlano e raccontano i fasti di una storia importante e perduta il cui eco è capace di arrivare fino ad oggi stimolando ricordi, immaginazione, fantasia, malinconia. Un vero e proprio viaggio nel tempo fatto di emozioni.

A Siena The Sound of Oblivion, mostra fotografica che nasce da un singolare progetto di Maurizio Sorvillo.

A proporre l’esposizione è la Galleria Beaux Arts (via Montanini, 38), piccolo, prezioso “laboratorio” creativo nel cuore del centro storico senese, che da anni presenta alcune delle più interessanti espressioni artistiche contemporanee.

Qui fino al 22 aprile, gli scatti di Maurizio Sorvillo si mostrano per la prima volta al pubblico.

Fotografo professionista, Sorvillo è nato a Poggibonsi (Siena) e ha sviluppato la sua passione per l’obiettivo sin da bambino. Nel tempo ha sperimentato vari stili fotografici e ha costruito un suo particolare linguaggio figurativo.

Da sempre attratto dalla fatiscenza delle architetture di ambienti abbandonati, Maurizio Sorvillo ha iniziato nel 2013 a concentrarsi sul progetto The Sound of Oblivion ricercando ed esplorando luoghi abbandonati in Italia e all’estero e raccontandoli attraverso la fotografia. I suoi scatti ritraggono “luoghi – non luoghi”, architetture che hanno perduto lo scopo per cui sono state costruite e che sono rimaste orfane di un’identità precisa, in attesa di un nuovo destino.

“The Sound of Oblivion – spiega l’autore – nasce dall’ascoltare le vibrazioni che aleggiano ancora in quei palazzi, sia che si tratti di antichi manicomi, di fabbriche in disuso oppure di ville signorili. Mi fermo ad ascoltare le grida dei malati, il pulsare ritmico delle macchine o il tintinnare leggero di un servito da te. Immagino il passato attraverso i suoni che questo ci rimanda strappando, appunto, brandelli di vita vissuta dall’oblio che li ha inghiottiti. Ho pensato questo progetto a colori proprio per ridare vita e anima ad edifici che vita e anima non hanno più. Usando una particolare tecnica voglio rendere una visione non esattamente reale dell’abbandono ma leggermente falsata in modo che l’occhio dell’osservatore abbia la possibilità di fingere, di immedesimarsi in una storia che esiste solo nell’immaginazione”.

“Si tratta di un progetto in divenire, dal momento che l’abbandono è sempre forte – continua a spiegare Sorvillo – Fino ad oggi ho avuto la possibilità di visitare ed esplorare vari siti in tutta Italia, riuscendo a fare una mappa delle regioni più colpite da questo fenomeno, ricercando anche le cause storiche e culturali che lo hanno provocato”.

THE SOUND OF OBLIVION, Siena,  8-22 aprile 2017

Galleria Beaux Arts (via Montanini, 38 Siena). Ingresso gratuito

Orario: lunedì dalle ore 16 alle ore 19,30
dal martedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 13 e dalle 16 alle 19.30

domenica chiuso

Info: tel 0577 280759;  www.artsiena.com

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