Un delitto fatto bene è il titolo dell’ultimo libro di Mario Faticoni

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Un delitto fatto bene è il titolo dell’ultimo libro di Mario Faticoni, edito da Delfino editore.

“Un delitto fatto bene. Cinquant’anni di teatro in Sardegna. Storie, protagonisti, misfatti.”

A cura di Aldo Brigaglia. Prefazioni e post fazioni di Vito Biolchini, Walter Porcedda, Maricla Boggio, Leonardo Sole, Giulio Angioni.

Testimonianze di Sergio Atzeni, Placido Cherchi, Ghigo De Chiara, Cesare Garboli, Gianfranco Capitta, Rodolfo Di Giammarco, Giovanni Raboni, Renzo Tian, Ugo Volli.

Delfino editore

L’opera

Con l’intento di contribuire a colmare una carente attenzione del sistema teatrale verso le realtà regionali, il libro traccia per la prima volta in maniera organica il profilo della scena sarda, dai fermenti dei primi decenni del ‘900 e dell’esperienza universitaria alla professionalità del mezzo secolo successivo. Centrale, in parallelo con la drammaturgia novecentesca, quella regionale, con lo spettacolo bandiera Su connottu, rievocazione della sommossa popolare nuorese del 1868.

Una realtà rifuggente l’autoreferenzialità, vissuta in una proficua osmosi con forze teatrali esterne: con  la mostra del ’96 sulle opere di Svoboda, gemellata con quella torinese, con il progetto Pinter,(“il più ampio e articolato sinora in italia”): prima nazionale de La serra, Il calapranzi di Cecchi,  rassegna del suo cinema, conferenze; la rivelazione della drammaturgia dell’antifranchista Alfonso Sastre, la stanzialità di qualificate figure artistiche, Esposito e Colli, Mazzoni e Parodi, Santagata e Morganti, Moscato e Manfredini, Venturi e Origo, Dosio e Martini, e Rino Sudano alla sua stagione d’addio.

Rievocazione di un tempo in cui fare cultura aveva un senso. Denuncia di un’assenza informativa e critica, di una muta censura, di un delitto fatto bene. Cartina di tornasole di un crimine più ampio, il fallimento nell’isola di rinascita, autosufficienza, progresso.

Il volume si propone come strumento utilissimo per addetti ai lavori, giornalisti, appassionati, curiosi, opera di consultazione per chi voglia conoscere e approfondire una sconosciuta stagione di teatro italiano, ricca di aneddoti, densissima di fatti, idee, emozioni; memoria, diario, saggio; carica soprattutto dello spirito fondativo proprio di quell’esperienza; anche una sorta di romanzo storico, “una complessità di strati in cui il valore emerge sempre”.

L’autore

Veronese trapiantato in Sardegna, fondatore di Cut, Teatro Sardegna, Il crogiuolo,  attore in queste formazioni e per cinema, televisione, ente lirico cagliaritano, Rai; recentemente protagonista  de Il comunista, da Morselli. Insegnante di arte scenica presso il Conservatorio musicale cagliaritano.

Giornalista, drammaturgo ( La terra che non ride, da Sini,  Blood boom break, perversa vitalità nel dopoguerra italiano), autore di Teatro contemporaneo in Sardegna, AM/D, 2003, Tumulti quotidiani, Tema, 2009, Suono di pietra, Condaghes, 2010, Svegliatevi sardi! – Intervista a Costantino Nivola,  New York, ’78, AM/D, 2013.

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