TEATRINO DI PALAZZO GRASSI | PALAZZO GRASSI INVITA IL CINEMA RITROVATO | 14-15-16 dicembre 2016

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14 – 15 – 16 dicembre 2016, ore 18.00 unnamed
TEATRINO DI PALAZZO GRASSI
 
PALAZZO GRASSI INVITA
IL CINEMA RITROVATO
Una rassegna di tre giornate a tema, dedicate ai grandi classici del cinema in versione restaurata.
A cura di Mariann Lewinsky e Antonio Bigini
In collaborazione con Cineteca di Bologna.
 
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Film in lingua originale con sottotitoli in italiano.
Il Teatrino di Palazzo Grassi presenta da mercoledì 14 a venerdì 16 dicembre 2016 Il Cinema Ritrovato, speciale rassegna dedicata a grandi capolavori del cinema di tutti i tempi, in versione restaurata.
Il Cinema Ritrovato è un festival cinematografico nato nel 1986 a Bologna e ormai divenuto un importante appuntamento a livello internazionale per gli appassionati. Dedicato alla riscoperta di pellicole poco note, con particolare riferimento alle esperienze delle origini del cinematografo, Il Cinema Ritrovato da qualche anno si è esteso oltre i confini bolognesi, per coinvolgere altre città italiane, dove presentare capolavori restaurati, spesso in anteprima.
I curatori della rassegna veneziana, Mariann Lewinsky e Antonio Bigini, hanno costruito per il Teatrino di Palazzo Grassi uno speciale programma, articolato in tre giornate tematiche.
Si inizia mercoledì 14 con Au pays des Lumière: due film dedicati al grande cinema francese delle origini con uno speciale omaggio ai fratelli inventori del cinematografo, girato da Thierry Frémaux nel 2015: Lumière! La scoperta del cinema (Francia, 2015, 83’), seguito dalla proiezione dell’opera senza tempo Les enfants du paradis (Francia, 1943-1944, 189’) di Marcel Carné.
Giovedì 15, si prosegue con una serata consacrata alle Donne e Dive del cinema con Ella Maillart, Lydia Borelli e Greta Garbo, protagonista della commedia romantica Ninotchka (USA, 1939, 110’).
unnamed-1Infine, venerdì 16, il pubblico del Teatrino sarà trasportato tra Mosca, Napoli e New York nel corso della serata dedicata ai Viaggi, grazie alle narrazioni de il Treno va a Mosca (Italia, 2013, 70’) di Federico Ferrone e Michele Manzolini, a una raccolta di preziosi “film dal vero” muti dei primi del Novecento restaurati dalla Cineteca di Bologna e da altri istituti italiani, per essere raccolti sotto il titolo di Grand Tour italiano (Italia, 45’), un raro viaggio dalla Sicilia al Cervino in un’Italia sospesa tra Ottocento e modernità, e al grande capolavoro del celebre cineasta Charlie Chaplin, The Immigrant (USA, 1917, 25’). Concluderà la serata Viaggio in Italia (Italia, 1954, 97’) di Roberto Rossellini.
Le tre serate veneziane sono organizzate in collaborazione con Cineteca di Bologna che, sino al 30 gennaio 2017, dedica ai fratelli Lumière la mostra Lumière! L’invenzione del cinematografo, a cura di Thierry Frémaux, presso lo Spazio Sottopasso di Piazza Re Enzo a Bologna.
Tutti gli appuntamenti del Teatrino sono comunicati, costantemente aggiornati, sul sito di Palazzo Grassi nella rubrica “attività”, www.palazzograssi.it.
CALENDARIO DELLE PROIEZIONI
Mercoledì 14 dicembre | Au pays des Lumière
18:00
Lumière! La scoperta del cinema di Thierry Frémaux (Francia, 2015, 83’)
Nel 1895 i fratelli Lumière inventano il cinematografo, la macchina magica capace di riprendere il mondo. I loro operatori, inviati ai quattro angoli della terra, danno inizio alla più grande avventura della modernità: catturare la vita, interpretarla, raccontarla. Città, paesaggi, uomini, donne, bambini, animali, il lavoro, il gioco, il mare, la folla, la solitudine: la bellezza luminosa e potente di queste vedute lascia ancora senza fiato. Messa in scena, travelling, trucchi, remake: i fratelli di Lione hanno inventato il cinematografo e stanno inventando il cinema. 114 film, realizzati tra il 1895 e il 1905, vengono presentati per la prima volta nel nuovissimo restauro digitale in 4K con la voce narrante di Valerio Mastrandrea.
20:00
Les enfants du paradis di Marcel Carné (Francia, 1943-1944, 189’)
Pietra miliare, capolavoro della ditta poetica Carné-Prévert, monumento del cinema francese, Les Enfants du Paradis è un film vibrante di un’identità intima, segreta, disperata. Si svolge nella Parigi ottocentesca del Boulevard du Crime e del popolare Théâtre des Funambules ritagliati nella stoffa di cui son fatti i sogni, prima negli studi della Victorine a Nizza, poi alla Pathé di Parigi, mentre la Francia vive i suoi anni peggiori. Nubi scure scorrono pure sul film essendo Arletty, diva per sempre legata al meraviglioso personaggio di Garance, la risaputa amante d’un ufficiale nazista. Tutto quel che conta prende vita illusoria, la vocazione teatrale, la dolcezza, il dolore, il crimine, e l’amore, “tellement simple” eppure sempre destinato al fallimento. Il nuovo restauro, con tutti i suoi grigi e qualche luccicanza, ha accentuato il lato onirico, evanescente, di un'”opera pronta ad affrontare l’eternità” (Jacques Lourcelles).
Giovedì 15 dicembre | Donne e dive
18:00
Ella Maillart – Double Journey di Mariann Lewinsky e Antonio Bigini (Svizzera, 2015, 40’)
1939. L’Europa sprofonda nella guerra. Ella Maillart, fotografa e viaggiatrice svizzera, parte alla volta dell’Afghanistan e dell’India. Sarà un viaggio leggendario d’esplorazione e ricerca spirituale: Maillart filma, scrive e scatta fotografie. Recuperati dopo un lungo lavoro di ricerca e restauro, questi materiali rarissimi danno vita a Ella Maillart – Double Journey, un film che schiude ai nostri occhi il mistero di terre oggi conosciute come teatri di guerra, viste dallo sguardo limpido, raccontate dalla voce sicura di un’eroina avventurosa del Novecento.
19:15
Rapsodia satanica di Nino Oxilia (Italia, 1915-1917, 45’)
Una anziana dama dell’alta società, Alba d’Oltrevita (Lyda Borelli) stipula un patto con Mefisto per riacquistare la giovinezza in cambio della quale ha però il divieto di innamorarsi. Rapsodia Satanica è il più convinto tentativo fino ad allora sperimentato di realizzare per lo schermo un’opera d’arte totale, in cui si condensano citazioni pittoriche, richiami letterari e suggestioni architettoniche, il tutto impreziosito dalla partitura originale del maestro Pietro Mascagni. Ma “Rapsodia satanica non è solo un raffinato compendio delle migliori correnti artistiche, è un film che vive di luce propria grazie alla sensibilità poetica di Nino Oxilia e alla straordinaria performance di Lyda Borelli, in grado di materializzare con il corpo e con lo sguardo ogni controverso aspetto dell’anima del suo personaggio, distillando la sensualità vitale dell’erotismo, l’isteria delirante della follia, il cupo sentimento della morte” (Giovanni Lasi).
21:00
Ninotchka di Ernst Lubitsch (Stati Uniti, 1939, 110’)
Nel film sceneggiato da Billy Wilder, Charles Brackett e Walter Reisch, Lubitsch allestisce il suo mondo di grandi alberghi, porte girevoli, nobiltà squattrinata e aristocrazia morale della servitù. Siamo a Parigi, la città ha stregato tre agenti sovietici mandati da Mosca, poi il suo dolce delirio d’amore e champagne scioglierà anche l’inflessibile commissario Nina Yakusciova (interpretata da Greta Garbo): “Compagni! Compagni, la rivoluzione è in marcia, le bombe cadranno, la civiltà occidentale crollerà a pezzi. Ma per favore, non adesso”. Greta Garbo ride, ed è una risata di resa a una vita nuova, una risata d’addio all’edificazione socialista. Quella risata formidabile per potere pubblicitario, perfetta per messinscena comica, è carica di presagi e fu il principio della fine anche per la carriera della diva… Ma come direbbe la compagna Yakusciova: non ancora, non adesso. Quel che abbiamo ora è un film di complessa eleganza, un conflitto romantico di candore voltairiano e ironia sofisticata, meravigliosamente illuminato da William Daniels, splendidamente arredato da Cedric Gibbons.
Venerdì 16 dicembre | Viaggi
18:00
Il treno va a Mosca di Federico Ferrone e Michele Manzolini (Italia, 2013, 70’)
La fine di un mondo attraverso lo sguardo e i filmati 8mm del barbiere comunista Sauro Ravaglia. È il 1957 ad Alfonsine, uno dei tanti paesini della Romagna “rossa” distrutti dalla guerra. Sauro e i suoi amici sognano un mondo di pace, fratellanza, uguaglianza: sognano l’Unione Sovietica. Arriva l’occasione di una vita: visitare Mosca durante il Festival mondiale della gioventù socialista. Sauro e compagni si armano di cinepresa per filmare il grande viaggio. Ma cosa succede quando si parte per filmare l’utopia e ci si trova di fronte la realtà? “Un poema lirico, visivo, musicale, politico, umano, esistenziale, storico, comico, struggente su cosa voleva dire il comunismo italiano e su cosa era l’Italia negli anni’50” (Paolo Virzì).
19:45
Grand Tour italiano (45’)
Selezione di rari “film dal vero” sull’Italia dei primi del Novecento.
Oltre un secolo fa frotte di cineoperatori italiani, e non, attraversano l’Italia in lungo e in largo per filmare paesaggi, borghi, città, eventi, fabbriche, usi e costumi del nostro paese, a beneficio di una categoria tutta nuova: gli spettatori cinematografici di tutto il mondo. Con questa raccolta di film restaurati dalla Cineteca di Bologna e da altre prestigiose cineteche, si parte a bordo di una macchina che viaggia nello spazio e nel tempo, toccando luoghi dalla Sicilia al Cervino. L’Italia come non l’abbiamo mai vista, sospesa tra Ottocento e modernità, nelle immagini antiche e rare che sono sopravvissute. Un Grand Tour, un viaggio di piacere, che ci aiuta anche a capire meglio il paese di oggi.
The Immigrant di Charlie Chaplin (Stati Uniti, 1917, 25’)
Evocato dai grandi cineasti migranti o figli di migranti come Kazan e Coppola così come dai maestri di continenti altri Ousmane Sembène e Satyajit Ray, The Immigrant (L’emigrante) è di fatto uno dei più potenti ritratti dell’immigrazione del secolo scorso, nonché l’opera forse più vicina alla storia personale del suo autore: “The Immigrant è, tra i miei film, quello che più mi ha toccato. Ho sempre trovato il finale piuttosto poetico”, scrisse Chaplin in My Life in Pictures. In poco più di venti minuti, con mano ferma e un passo più trattenuto rispetto ai titoli precedenti, Chaplin trova il punto di equilibrio perfetto tra lirismo, umanesimo, polemica sociale e un’irresistibile vis comica.
21:30
Viaggio in Italia di Roberto Rossellini (Italia, 1954, 97’)
Terzo film Bergman-Rossellini, terza crisi coniugale in atto. Tra Napoli e Pompei, assediati dal sole, dall’arte e dalla conturbante antropologia italiana, Katherine e Alex capiscono che forse si amano, forse no, comunque non possono perdersi. “In Rossellini la Bergman è la differenza: mai oscura ciò che le sta intorno bensì lo esalta, reagisce ad esso e soprattutto lo fa ‘reagire’, come una cartina al tornasole. In questo consiste l’intuizione più importante di Rossellini, l’elemento di coesione dei suoi film bergmaniani: di fronte all’evidente diversità di quest’attrice approdata al suo cinema da un duplice altrove – Hollywood e il grande Nord – anziché dissimularla, Rossellini sceglie al contrario di accentuarla attraverso un uso spregiudicato del linguaggio fatto di primi piani insistiti, soggettive estreme e soprattutto lunghi piani-sequenza, che mai escludono il corpo della Bergman dallo spazio rappresentato” (Elena Dagrada).

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