In sala LES SAUTEURS premiato a Berlino 2016

Tagged: , , , , ,

LES SAUTEURS

di

Moritz Siebert, Estephan Wagner, Abou Bakar Sidibé
“Un capolavoro di empatia e di immaginazione morale” Joshua Oppenheimer

Presentato in anteprima mondiale al Festival di Berlino 2016 dove ha ottenuto l’Ecumenical Jury Award e dopo essere stato selezionato in oltre 50 festival di tutto il mondo vincendo 15 premi tra cui l’Amnesty International Award, arrivato nelle sale italiane da giovedì 23 febbraio il documentario “Les Sauteurs” di Moritz Siebert e Estephan Wagner in coregia con Abou Bakar Sidibé.

Tre registi si uniscono per uno sguardo unico e straordinario sulla inaccessibile comunità di migranti intrappolata sul monte Gurugù nell’enclave spagnola di Melilla, geograficamente in Africa, politicamente in Europa.

Lì si trovano da mesi migliaia di uomini sub-sahariani che, incuranti dei fallimenti e del dolore, sono determinati a oltrepassare le barriere del confine saltando a soli pochi metri da dove si trovano affinché il loro destino possa cambiare. Fra questi il giovane del Mali Abou Bakar Sidibé, a cui viene affidata una telecamera per un anno.

In un momento storico in cui le frontiere e le recinzioni sono sempre più presenti all’attenzione mediatica, Moritz Siebert e Estephan Wagner rimettono al centro l’uomo e la sua dignità scegliendo un punto di vista esclusivo per parlare di questa realtà.

La telecamera nelle mani di Abou diventa infatti l’occhio per costruire un racconto unico sull’attualità di una delle zone più militarizzate d’Europa, che diventa un documento senza precedenti sulla quotidianità e sulla vita di chi vive al di là del muro.

Solo questo giovane malese che per 16 mesi è rimasto ai confini con Melilla può farci vedere dall’interno i riti e gesti di fratellanza, le organizzazioni e il cameratismo, i tentativi e i fallimenti, ma soprattutto i dolori e le speranze di migliaia di giovani che, se come tutti i ragazzi cercano la libertà e un futuro migliore, per farlo devono scavalcare un muro, con immagini che si contrappongono con forza alle asettiche riprese delle telecamere di sorveglianza, sempre presenti nel film, che si limitano a registrare e controllare un fenomeno.

“La nostra impressione è che nelle immagini sulle tragedie nelle frontiere una voce sembra sempre mancare: la voce delle persone coinvolte” affermano i due registi Moritz Siebert e Estephan Wagner.

Abou stesso scopre nella telecamera un senso nuovo nella realtà che lo circonda e diventa per lui un mezzo per affermare la propria individualità rendendo in definitiva Les Sauteurs un film sulla legittimazione di un uomo armato solo della sua videocamera e dei suoi sogni.

Voluto dagli stessi produttori di “The Act of Killing” di Joshua Oppenheimer, è stato definito dal regista “un capolavoro di empatia e di immaginazione morale

Il film sarà distribuito in Italia, con la collaborazione di I Wonder Pictures / Unipol Biografilm Collection, da ZaLab che da anni si contraddistingue nella promozione delle migliori opere internazionali sul tema dell’immigrazione e sarà accompagnato alle anteprime in veneto dal regista Andrea Segre in veste di distributore assieme a Abou Bakar Sidibé in collegamento dalla Germania.

Rispondi