unnamed-4Venice International Performance Art Week
10. 12 — 17. 12 16

 

La Performance Art Week, dopo il grande successo delle prime due edizioni della manifestazione biennale (2012 e 2014) dedicata alle arti perfomative che ha visto a Venezia artisti del calibro di Yoko Ono, Regina José Galindo e Tania Bruguera, ritorna puntuale riunendo per un’intera settimana performers provenienti da tutte le parti del mondo e appartenenti a diverse generazioni.

Ideato da Andrea Pagnes e Verena Stenke, la manifestazione si avvale di collaborazioni prestigiose come la Fondazione Bonotto e la galleria A plus A, da sempre sensibile ai fenomeni artistici dei paesi dell’est Europa.

Nel corso di una settimana il pubblico avrà la possibilità di partecipare a un intenso e vivace programma di spettacoli dal vivo, installazioni, documentazione sia fotografica che video, convegni, colloqui giornalieri, una sala studio, una sala cinema e incontri con i partecipanti artisti, ricercatori e curatori.

La sezione curata da Aurora Fonda della galleria A plus A di Venezia riunisce esponenti di generazioni diverse provenienti dall’ex-Jugoslavia, partendo dalla fine degli anni Sessanta. In programma alcuni filmati dello storico gruppo sloveno degli OHO, diventato famoso in tutto il mondo e che ebbe modo di esporre anche al MoMA di New York nel 1970 nella mostra intitolata Information. I loro interventi di natura concettuale sono stati documentati da Nasko Kriznar. Oltre alle performance più note come “Triglav”, ironica interpretazione del simbolo nazionale della Slovenia (la montagna a tre punte), per la prima volta, dopo l’unica performance avvenuta a Zagabria nel 1968, verrà presentato il filmato Hrbet Gre V Kino (La schiena va al cinema) che si contraddistingue per una specificità: deve essere proiettato sulla schiena nuda di una donna.

Dopo il gruppo OHO, la Slovenia torna a far sentire la sua voce con il movimento della Neue Slowenische Kunst, che riunisce negli anni Ottanta esponenti di diverse discipline artistiche sperimentali, dal teatro alla musica con i Laibach, pensatori come Slavoj Zizek e artisti quali gli IRWIN, che continuano a essere particolarmente attivi. Questi ultimi presenteranno il diagramma “East Art Map” nato con l’obiettivo di manifestare quei collegamenti tra movimenti e artisti offrendo una panoramica per conoscere e meglio comprendere gli sviluppi dell’arte in questa parte d’Europa.

Le generazioni più giovani sono rappresentate dal bosniaco Mladen Miljanovic, artista del padiglione bosniaco alla Biennale del 2013, e dal duo sloveno Lenka Đorojević and Matej Stupica. Mladen Miljanović per l’occasione ha ideato una performance live dal titolo Guard of Honour, si tratta di un omaggio al padre. Mentre Lenka Đorojević and Matej Stupica proietteranno la documentazione di una performance in cui cercano di superare i limiti del proprio corpo.

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