“Sposta l’aria” di Paola Ricci
MICROGalleria dell’Accademia
“Sposta l’aria” di Paola Ricci
Intervento acustico “Overload” di Matteo Ludovico
Riprese di Carlo Nannicola
Data di vernissage: mercoledì 2 marzo 2011
Data di chiusura: 31 marzo 2011
Testi: Paola Ricci e Matteo Ludovico
Abstract : Un lavoro in collaborazione apre la nuova stagione espositiva della MG. L’ evento presenta la scultura installata “Sposta l’aria,” di Paola Ricci, che capta, nel tempo presente, gli spostamenti d’aria dello spazio esterno alla MG e incontra l’intervento acustico “Overload”di Matteo Lucovico e le riprese di Carlo Nannicola.
Sposta aria
Ciò che sposta l’aria è vita
La scultura istallata è la costruzione di una superficie d’aria, dove le linee sottili di legno disegnano
il vuoto dell’aria che vive, dove i tondi flessibili e alti posti l’uno accanto all’altro in verticale sembrano un fitto filare di linee fragili mescolate all’ombra duttile e ondeggiante, ancorati a blocchi di legno d’abete massiccio che come terra porta l’aria.
I blocchi d’abete sono posti uno accanto all’altro lungo la lunghezza davanti allo spazio presente davanti alle due entrate della Galleria. I gesti del porre i fili di legno saranno lenti e silenziosi
s’innalzeranno nell’aria e allora delicatamente sulla loro sommità altri fili di legno poggeranno in senso orizzontale, dove al leggero soffio del passaggio, l’aria spostata può far cadere alcuni fili casualmente sospesi nel fitto corridoio di linee di legno.
Tutta la messa in opera della scultura istallata è ripresa, e il filmato è proiettato all’interno della Galleria, che sarà accessibile girando attorno al corridoio che è tra il muro della Galleria e il filare della scultura.
Viva e fragile è la scultura dando vita ad uno spazio che nasce dall’aria. Il filmato riprende i gesti del corpo come una forma, che si mescola con le ombre dei fili sovrapposti al corpo che crea la scultura. Il suono registratosi sovrappone come un spartito d’“orchestra” nel primo giorno della “terra che sposta”.
Lo scoramento sta nello spettatore che vede le immagini non collimare col suono.
Sono due vuoti che dialogano, il silenzio della ripresa della scultura insieme al suono presente nel primo giorno della “terra che sposta”. Questo produce un pieno interiore per la costruzione dello spazio. Piccole telecamere ad altezza dei passi filmano il passaggio quotidiano della gente in movimento, ed è proiettato all’interno della Galleria, realizzando un racconto dell’aria spostata.
La ripresa quotidiana cerca di cogliere l’aria più che il passo.
La presenza è l’aria, e la terra che si sono mosse.
Paola Ricci
Overload
OVERLOAD funge da soundscape. ricrea, all’interno della MicroGalleria dell’Accademia di Belle Arti di L’aquila un paesaggio sonoro esterno che riporta direttamente ai giorni del dopo terremoto. Il termine overload sta ad indicare una situazione di sovraccarico e posto in riferimento alla città va a sottolineare quanto in questi luoghi nel bene e nel male è stato fatto. La traccia audio proposta è un’elaborazione di una registrazione fatta in gran parte lungo Corso Vittorio Emanuale a L’Aquila il giorno seguente al terremoto del 2009.
L’ascolto della traccia propone passo dopo passo una ambiente acustico virtuale. Facendo riferimento alle sonorità di una battaglia spaziale tipica dei videogiochi si può dire che OVERLOAD spinga il visitatore a confrontarsi con una realtà che però a differenza di qualsiasi mondo virtuale non lascia nessuna possibilità di gestione o controllo.
Matteo Ludovico
Gennaio 2011
Accademia di Belle Arti via Leonardo da Vinci, 67100 – L’Aquila
Orari di apertura:
Tutti i mercoledì dalle 12 alle 18 oppure su appuntamento
Ingresso libero
http://www.accademiabellearti.laquila.it/microgalleria/









