POETICHE NOMADI
10 luglio – 26 settembre 2010
Fabio Bonanni, Barbara Esposito e Franco Fiorillo, Bruna Esposito,
Sebastiano Guerrera, Antonio Lucifero, Nicola Maria Martino,
Maria Morganti, Marco Neri
Evento: -KEIN- Apologize_Live_Performance
Inizia sabato 10 luglio alle ore 21.30
termina domenica 26 settembre alle ore 23.00
a cura di Enzo De Leonibus
luogo Museolaboratorio – Città Sant’Angelo (PE)
ufficio stampa 3331049439
VERNISSAGE
Venerdì 10 luglio 2010 ore 19,30
Aperto tutti i giorni dalle ore 20,00 alle 24,00. Chiuso lunedì e martedì
Nei momenti di forte desertificazione culturale, economica e politica diventano preziose le stelle come in quei luoghi affascinanti dei deserti medio-orientali, aspri e pietrosi. In questi luoghi, ammirando la volta celeste difficilmente, se non per necessità o per puro esercizio, si va a individuare la costellazione conosciuta, ma si resta ad assorbirne tutta la meraviglia.
A volte capita che beduini nomadi si incontrano e si raccontano prima di affrontare la notte, per poi riprendere al mattino direzioni ai molti sconosciute.
Viaggi segnati da mappature mentali, visioni di strade da costruire e da percorrere, a volte senza lasciare tracce, e a volte se ne percepiscono magicamente solchi profondi pronti a ripianarsi alla prima tempesta.
Allo sguardo attento del branco o del solitario animale questa mappatura è riconoscibile e fiutabile, forse sempre all’imbrunire, quando i pensieri si fanno più raccolti e gli sguardi più ampi, lenti e profondi.La mostra del 10 luglio è stata pensata seguendo questa suggestione. Il museolaboratorio ne diventa il provvisorio accampamento, appartato e silenzioso, nascosto tra i vicoli “improbabili” e multietnici di questo “borgo” annoverato tra i più belli d’Italia.
Gli artisti invitati rappresentano a vario titolo, nel panorama dell’arte, poetiche ben definite, capaci di condurci in un mondo straordinario e vasto. Nelle sale del museo si incontrano gli alberi, quasi seriali disegni-dipinti su carta, le case e le biciclette di Nicola Maria Martino, un racconto italiano con lo sguardo vivo, fresco, a tratti ironico e con una punta di nostalgia di questo signore della pittura, e passando per la “sala degli attrezzi” di Bruna Esposito si attraversa il “mare” di Antonio Lucifero per poi sostare, anzi trattenersi davanti all’ipnotico video di “Ulisse Incatenato”,… forse la musica si ispira al canto delle sirene. Marco Neri ci chiude in una stanza con le sue architetture, dimore che ti invitano a entrare, questo è un pensiero subito asciugato, come la tempera che usa sulle tele, ma pronto a riaprirsi in una condizione metafisica: nessuna condizione particolare per entrare in empatia con le nuove opere di Sebastiano Guerrera, la loro raffinatezza ci cattura e le mappature centrali dei trittici diventano lo spazio emotivo entro cui muoverci e per l’artista anche luogo per far emergere i particolari che completano le sue visioni. Lavori leggeri… fragili per il movimento che determina l’aria del Mediterraneo, da stampe di donne velate fotografate di spalle, ritagliate nei contorni e poi sempre dalla stessa foto striscioline di carta, che ribaltate “magicamente” prendono le sembianze di fiori: Tulipani di Bruna Esposito, ma lo sguardo si posa su una piccola opera poggiata su un telefonino, che forse squillerà – vasi comunicanti. Il tempo e il colore, non come condizione formale ma come divenire della vita, per dare senso a un’esistenza e le stratificazioni di colore ne portano la memoria nella centralità dell’opera come a voler svelare la storia della sua superficie pronta a ricevere nuovi colori da Maria Morganti. Contaminando diversi spazi Fabio Bonanni con la sua pittura ci induce a stare nel linguaggio e da come esso, partendo da Monet, è pronto a vivere il terzo millennio. Le sue opere, piccoli dipinti su tela, sono capaci di espandere il nostro spazio visivo. Nel video “Senza titolo” di Barbara Esposito e Franco Fiorillo vengono analizzati gli aspetti della costruzione e della decostruzione del sapere attraverso un processo di rilettura mediata dalla bassa risoluzione, i fotogrammi mostrano resti di libri d’una biblioteca, del divenire del pensiero e del suo esatto contrario. Insieme a tutte le opere in mostra partecipiamo ad un flusso per nuove correnti instabili.
E.D.L.
[http://www.museolaboratorio.org/]
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Questo articolo è stato inserito da Redazione il 6 luglio 2010 alle 18:30, ed è archiviato in Arte. Segui le risposte a questo articolo con RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o fare un trackback dal tuo sito.
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