Mostra fotografica “Controspazio”
In occasione della X edizione di Fotografia. Festival Internazionale di Roma l’Iccd – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione – ospita la mostra di Antonio Di Cecco ‘Controspazio. La terra negata all’identità’ curata da Leonardo Palmieri.
Sono trascorsi più di due anni dal terremoto che ha colpito l’Abruzzo il 6 aprile 2009. È tanto? È poco? Sembra passato tanto tempo se si pensa al G8, all’occupazione in stile militare della Protezione Civile, al programma CASE trionfalmente annunciato e in qualche modo portato avanti, alle inchieste giudiziarie, all’insieme di proclami, immagini, dichiarazioni. Poco, molto poco tempo è passato per chi all’Aquila e nei paesi della valle continua a vivere e che ricorda quella notte e tutto quello che successo da lì in poi come una catena ininterrotta di fatti divisi tra un “prima” e un “dopo”.
I (pochi) turisti che visitano la bellezza ferita dell’Aquila e dei dintorni sono alla ricerca di foto spettacolari, di grandi crolli, ma trovano solo tubi Innocenti e silenzio. Non suona troppo retorico dire che Antonio Di Cecco è riuscito a fotografare il silenzio? È questo il primo dato che il bianco e nero severo e scavato di queste fotografie rivela. Poi le case abbandonate di Paganica e degli altri centri minori che mostrano il contrasto tra modernità e il mondo rurale d’origine. Le foto degli avi alle pareti ricordano un mondo antico ma che è appena di ieri. La modernità ha modificato il senso di appartenenza ai luoghi: non ci sono più bestie da accudire, resta forse qualche orto e pochi vecchi che resistono. Chi vince, per ora, è la natura che ritorna prepotente ad occupare le case, le vie, le piazze, alterando antichi equilibri.
Il valore di queste fotografie è che sono una denuncia implicita, non esibita, di quello che non è stato nemmeno iniziato e che invece bisogna compiere. Questo è e sarà il compito di uomini di buona volontà e di profonda ostinazione come Antonio Di Cecco. E anche il nostro.
Alberto Saibene, Milano settembre 2011
Progetto espositivo
I centri storici minori che costituiscono il cratere aquilano, ossia l’area interessata dall’evento sismico, sono ancora inaccessibili: ciò è dovuto allo “stato di emergenza”, cioè quella particolare condizione di sospensione della legislazione condivisa che il territorio aquilano conosce dall’indomani del sisma. In questi due anni Antonio Di Cecco ha attraversato la zona rossa dell’Aquila, esplorato i nuovi insediamenti abitativi limitrofi al capoluogo – questo lavoro è confluito nelle mostre ‘L’AQUILA. Città temporanea’, un progetto di ‘fotografia partecipata’ che costituisce la documentazione visiva del lavoro svolto dal Collettivo99 (giovani tecnici aquilani) ospitata durante il Reportage Atri Festival 2010 e ‘JUNKSPACE. Uno sguardo sul territorio aquilano’ ospitata nel circuito di Festival 2010. Dall’inizio del 2011 Di Cecco ha iniziato ad allargare il suo sguardo, spingendosi così nel territorio circostante. Il lavoro “CONTROSPAZIO. La terra negata all’identità” è una ricerca sulle realtà dei centri minori dimenticati in maniera ancora più drastica dell’Aquila. La condivisione degli spazi domestici e degli spazi pubblici è stata del tutto recisa non solo dal sisma ma anche dalle scelte politiche riguardanti la gestione del territorio: intere comunità rischiano di essere cancellate. Il suo lavoro è tutt’ora in progress, in un voler rivendicare il desiderio di appartenenza a questa terra, alla sua cultura, alla sua storia. La mostra, stampata da Davide Di Gianni che ha seguito il lavoro sul territorio aquilano sin dalle prime fasi, è divisa in sei sezioni, costituite da quattro immagini ciascuna, che sottendono quel dramma di disgregazione identitaria che si è e si continua a consumare. La coerente ricerca fotografica di Antonio pone come elemento centrale della sua visione l’interazione tra architettura e paesaggio e la ricognizione sui luoghi forti della memoria collettiva.
Un video, girato nei mesi immediatamente successivi al sisma nella zona rossa dell’Aquila, ripropone il lento attraversamento della città, che è alla radice del suo lavoro.
Leonardo Palmieri, Roma settembre 2011
Biografia
Antonio Di Cecco è nato a L’Aquila nel 1978 e qui si è laureato presso la facoltà di Ingegneria. I suoi lavori, realizzati con una Hasselblad swc, hanno un’impostazione rigorosa, maturata durante le numerose collaborazioni con studi di architettura. E’ stato il fotografo del COLLETTIVO99, Giovani tecnici aquilani, costituitosi all’indomani del sisma del 6 aprile del 2009. La ricognizione visiva su L’Aquila ed il suo territorio è stata presentata in vari contesti: nel luglio del 2011 durante il festival ‘Ritorno ai luoghi abbandonati’ a cura della Fondazione Nuto Revelli presso la Borgata Paraloup (Cuneo); il congresso ‘L’Italia non può perdere l’Aquila: le obiezioni, le prospettive’ a cura dell’Associazione Bianchi Bandinelli, Roma (gennaio 2011); ‘L’occhio de L’Aquila’. La città e il sisma raccontati dalle immagini dei tre fotografi aquilani Antonio Di Cecco, Danilo Balducci e Marco D’Antonio, a cura di Laboratori Visivi (dicembre 2010). Il suo lavoro è stato esposto nelle mostre personali: ‘L’AQUILA. Città temporanea’, Reportage Atri Festival, Atri (TE) (giugno 2010); ‘JUNKSPACE. Uno sguardo sul territorio aquilano’, circuito di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma (settembre-ottobre 2010). Mostre collettive: ‘L’AQUILA. Riconversione oltre la ricostruzione’ presso UrbanBox, Pescara (2009) e presso SPAZIO AUT, Innsbruck (2009) a cura di Collettivo99. Nel 2011 Di Cecco è stato finalista del concorso ‘Carlo Scarpa. Uno sguardo contemporaneo’ presso il Centro Internazionale di Architettura Andrea Palladio, Vicenza e le sue fotografie sono state esposte nella mostra collettiva sullo stesso tema.
ICCD Istituto centrale per il catalogo e la documentazione.
Complesso di San Michele a Ripa Via di San Michele, 18 – 00153 Roma
Inaugurazione: mercoledì 28 settembre ore 17.00
Date: 28.09.2011 – 21.10.2011
dal lunedì al venerdì dalle 10,00 alle 18,00
www.iccd.beniculturali.it
www.fotografiafestival.it
www.contrastiurbani.it
www.digida.net














