Michele Guido_AldoCalò_gardenproject_2017 a cura di Lorenzo Madaro Distilleria De Giorgi – via ferrovia, San Cesario di Lecce

Tagged: , , , , , , , ,

Michele Guido_AldoCalò_gardenproject_2017

a cura di Lorenzo Madaro

Distilleria De Giorgi – via ferrovia, San Cesario di Lecce
8 aprile – 8 maggio 2017 (dal martedì alla domenica dalle 17.30 alle 19.30)

Nell’ambito di un processo graduale di valorizzazione della collezione del museo civico, il Comune di San Cesario promuove, su progetto di Lorenzo Madaro, un dialogo tra un artista contemporaneo, Michele Guido, e un maestro riconosciuto dell’arte italiana del secondo dopoguerra, Aldo Calò.

Il progetto è co-finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del Programma delle attività culturali per il triennio 2016-2018.

La mostra è realizzata in collaborazione con Galleria Lia Rumma (Milano-Napoli).

Aldo Calò, nato a San Cesario nel 1910 – e morto a Roma, sua città d’elezione, nel 1983 dopo un’intensa carriera espositiva che gli valse anche il Premio per la scultura alla Biennale di Venezia del 1963 –, ha riflettuto con una certa pregnanza sui linguaggi della scultura e i suoi valori formali. Il suo lavoro, legato alla scultura aniconica e modulare, alla sperimentazione dei materiali della tecnologia e in dialogo con diverse discipline e aree di ricerca, merita di essere riscoperto e rianalizzato.

Michele Guido – tra l’altro salentino d’origine e attivo a Milano da circa vent’anni – è stato individuato per avviare questo dialogo, che attraverso una progettualità autonoma ha inteso soffermarsi su cinque sculture dei primi anni Settanta di proprietà del Comune. Difatti Aldo Calò, in occasione della mostra antologica promossa dalla stessa istituzione nel 1979, donò un significativo nucleo di opere di diverse datazioni al suo paese natale, oggi esposte nel museo civico.

Mediante un dialogo dialettico e un cortocircuito ragionato tra le istanze di un giovane artista italiano e quelle di un maestro ormai storicizzato, si intende pertanto avviare un percorso di meditata valorizzazione della collezione permanente del museo civico – che ha sede nel Palazzo Ducale –, e al contempo, mediante l’esposizione nella Sala Bottai della Distilleria De Giorgi, rendere fluido e diffuso il percorso culturale cittadino anche in questo straordinario spazio di archeologia industriale recentemente restaurato.

Nel museo civico sono conservate, inoltre, opere di altri artisti – originari del Salento – che a vario titolo hanno contribuito al dibattito artistico nazionale; tra questi i fratelli Carlo e Francesco Barbieri, Salvatore Saponaro e Fernando De Filippi.

In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo con i progetti di Michele Guido dedicati ad Aldo Calò, un testo del curatore e gli apparati biografici, bibliografici ed espositivi dei due artisti.

Distilleria De Giorgi – via ferrovia, San Cesario di Lecce
8 aprile – 8 maggio 2017 (dal martedì alla domenica dalle 17.30 alle 19.30).
Info: 338.63.38.627
Si ringrazia l’associazione Variarti, San Cesario di Lecce.
Schede biografiche dei due artisti

Aldo Calò (San Cesario di Lecce, 1910 – Roma, 1983). A Lecce studia all’Istituto d’arte, all’epoca luogo di dibattito e sperimentazione. Nel 1935 compie il primo viaggio a Roma e due anni dopo vince il concorso per l’insegnamento di discipline tecniche a Lecce. Nel 1938 insegna a Sulmona e nel frattempo segue i corsi presso il Magistero d’Arte di Firenze. Nel 1940 torna a insegnare nella Scuola d’arte di Lecce, città che lascia nel 1954 per trasferirsi a Volterra, dove dirigerà l’istituto d’arte. Dal 1958 si trasferisce definitivamente a Roma. Nel 1948 è premiato ex-aequo al Gran Premio Forte dei Marmi, dove conosce Corrado Cagli e Mirko. L’anno precedente aveva già esposto alla Galleria del Cavallino di Venezia in una mostra personale. Nel 1948 alla Biennale di Venezia conosce l’opera di Henry Moore: ne rimane affascinato tanto che nel 1953 gli farà visita nel suo studio di Perry Green.

Nel 1950 con una borsa di studio si reca a Parigi, dove conosce e frequenta Gino Severini, Massimo Campigli, Costantin Brancusi e altre personalità. Ossip Zadkine nel 1951 gli presenta una personale al Centre d’Art Italien di Parigi. Nel 1961 vince il Gran Premio internazionale di scultura, l’anno successivo alla Biennale di Venezia vince il Premio della scultura e nel 1963 realizza il monumento alla resistenza italiana di Cuneo, dopo aver vinto un concorso nazionale.

Tra le sue mostre personali: Galleria del Circolo Cittadino (Lecce, 1945), Galleria del Secolo (Roma, 1949), Galleria dell’Annunciata (Milano, 1949), Galleria San Marco, (Roma, 1952), Galleria del Sottano (Bari, 1952); Galleria del Milione (Milano, 1960), Galleria L’Obelisco (Roma, 1962), Galleria del Naviglio (Milano, 1968), mentre risale al 1979 la mostra antologica allestita nelle sale del Museo civico di San Cesario, in occasione dell’inaugurazione del monumento ai caduti del centro salentino e della donazione di un significativo nucleo di opere al suo paese natale.

Tra le mostre collettive, Biennale internazionale d’arte di Venezia (1948, 1950, 1952, 1954, 1962,), Quadriennale di Roma (1955, 1959) e XII Triennale internazionale d’arte (Milano, 1960).

Sue opere si conservano in diverse collezioni museali, tra cui Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, dei Musei Vaticani, del MUSMA (Matera) e del museo Sigismondo Castromediano di Lecce.

 

Michele Guido (Aradeo, 1976); vive e lavora a Milano.

Nel 1999 frequenta il Centro T.A.M. diretto da Eliseo Mattiacci; terminati gli studi all’Accademia di Brera nel 2002, frequenta il master in Landscape Design; dal 2001 al 2006 frequenta la Casa degli Artisti di Milano, dove avrà studio e dove organizzerà – con Jole de Sanna e Hidetoshi Nagasawa – “Discussione Aperta: il Concetto di MA”.

Partecipa al progetto di residenza “Made in Filandia” nel 2011 e riceve il “Premio Rotary” nel 2010, mentre nell’anno precedente quello della Fondazione Pomodoro per giovani scultori (Milano).

Tra le mostre personali: nel 2017 “zona maco garden project” Zona Maco art fair, Mexico City; nel 2016 “stellaria solaris garden project”, Palazzo Comi a Gagliano del Capo, a cura di Lorenzo Madaro; nel 2014 “operadelocalizzata garden project” nel museo Carlo Zauli e nel museo MIC di Faenza; mentre “z2o garden project” nel 2009, “02.02.13 garden project” nel 2013 e nel 2015 “il tesoro di atreo garden project”, con Hidetoshi Nagasawa, nella Galleria Sara Zanin di Roma.  Tra le principali collettive, nel 2016 “Rilevamenti #1” a cura di Aldo Iori e Bruno Corà al Museo Camusac di Cassino; “La Forma della città”, la galleria Eduardo Secci di Firenze e “La Torre di Babele”, nelle ex Officine Lucchesi di Prato, a cura di Pietro Gaglianò; 2014, “Biennale del disegno. Krobilos”, FAR a Rimini; “senza titolo” nella galleria Lia Rumma (Napoli, 2013); “Botanica” nella Fondazione Plart (Napoli, 2011); “Segnare/Disegnare”, Accademia di San Luca (Roma, 2009). È in procinto di realizzare un progetto site-specific nella Fondazione Merz di Torino (estate 2017).

Rispondi