MIA Milan Image Art Fair – I numeri di un successo
Si è svolta dal 13 al 15 maggio presso Superstudio Più a Milano, MIA Fair, la fiera dedicata alla fotografia e alla video arte che ha riunito, alla sua prima edizione, 230 espositori e 194 artisti italiani e internazionali, provenienti da oltre 20 paesi.
MIA Fair ha catalizzato, oltre ogni previsione, una straordinaria attenzione di pubblico e di critica, raccogliendo in solo quattro giorni di programmazione un totale di circa 15.000 visitatori, di cui oltre 800 accrediti stampa. Il giorno della preview, dedicato alla stampa e ai collezionisti, che coincideva anche con l’inaugurazione al pubblico, si sono registrate, nell’arco delle undici ore di apertura della manifestazione, oltre 5000 presenze effettive.
Soddisfatti l’ideatore Fabio Castelli, gli organizzatori e il comitato scientifico, che si augurano di ripetere questo straordinario successo anche per la prossima edizione.
Gli organi di stampa, in particolare, hanno manifestato grande attenzione ed espresso giudizi più che positivi. MIA Fair è stata seguita da tutti i media di settore cartacei e on-line (Zoom, Fotografia, Fotografia Reflex, Photographers.it, Il Fotografo, Foto Notiziario) e dedicati all’arte contemporanea (Artribune, Arte, Il Giornale dell’Arte, Inside Art, Arskey, Kult, Flash Art, Exibart, Espoarte), dai mensili e settimanali di costume, tendenze, viaggi (La Freccia, Capital, Dove, Qui Touring, AD, Abitare, Class, Millionaire, Case & Country, Economy, Vanity Fair, Donna Moderna, Milano Finanza, Vivimilano, Tuttomilano, XL, Panorama Icon, Left) ed è stata monitorata giorno per giorno dalle maggiori testate nazionali, locali e free press, sia su carta stampata che su web (Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Giorno, Il Sole 24 Ore, Affari Italiani, Cronaca Qui, L’Eco di Bergamo e altre ancora, City, Metro). L’evento è stato trasmesso diffusamente anche da radio (Radiomontecarlo, Radio Popolare) e televisioni (TG5, Studio1, CLASS1, TG RAI1, TG3 Regione Lombardia) e web tv (TG.com, Sky.it, Leiweb.it). Numerosi anche i blog d’autore che hanno commentato l’evento.
Il sito ufficiale della manifestazione www.miafair.it ha registrato nell’ultimo mese 26.913 visite di utenti unici, con un andamento sempre in crescita a partire dal lancio fino al culmine dell’evento. Sulle pagine dei principali social network, Facebook, Flickr, Twitter e You Tube le interazioni degli utenti sono state frequenti e numerose, sempre sul filo dell’entusiasmo, con innumerevoli richieste di contatto, iscritti, apprezzamenti (1.754 click “mi piace” solo su Facebook), commenti, migliaia di visualizzazioni (7.898 su Flickr e 4.843 su You Tube), condivisioni, foto e video postati.
La carta vincente della fiera, a detta di tutti “la fiera che mancava”, è stata quella di offrire una nuova chiave di lettura per guardare e comprendere il mondo della fotografia e le sue diverse realtà operative. MIA Fair si è proposta fin da subito come un evento speciale e innovativo, proprio attraverso uno schema insolito rispetto alle altre fiere d’arte del panorama italiano. Alla normale presenza delle gallerie si affiancavano infatti le proposte MIA, artisti selezionati dal comitato scientifico e presentati in mostre monografiche. A questi artisti è stata data per la prima volta l’opportunità di esporre autonomamente all’interno di un grande evento di mercato. MIA è quindi per gli artisti una vetrina e un’occasione per farsi conoscere da critici, storici dell’arte e dai galleristi, con i quali si sono concretizzate nuove collaborazioni , e per mettersi a confronto con collezionisti e con il grande pubblico.
Altra interessante proposta è stata quella di allargare e coinvolgere nel progetto i diversi settori operativi del mondo della fotografia d’autore: fotolaboratori, case editrici, fondazioni, archivi e istituti di formazione, tra i più qualificati sulla scena italiana e internazionale. Mia Fair si conferma come il primo evento importante attraverso il quale conoscere tutte le realtà che ruotano attorno al linguaggio fotografico e alle sue dinamiche.
MIA Fair ha inoltre esteso la propria visione innovativa anche nel modo di intendere il catalogo della manifestazione, non più il classico strumento riassuntivo, con schede di artisti, gallerie e opere esposte, bensì un vero e proprio selfbook, un libro che ciascun visitatore poteva comporre e arricchire durante il suo percorso di visita raccogliendo le singole schede monografiche degli artisti presentati agli stand. E’ stato inoltre pubblicato un ampio catalogo generale della fiera su cd, uno strumento multimediale, quindi, al servizio delle immagini, per raccontare al meglio l’avventura della visione.
Particolarmente intenso è stato infine il programma degli eventi collaterali del week-end: Philippe Daverio e Giorgio Marconi si sono confrontati in un talk che si è svolto nella sala conferenze di MIA Fair. Si sono poi tenuti book signing e presentazioni di libri, come la monografia di Elisa Sighicelli a cura di Elio Grazioli e Francesco Poli o come i volumi di “Marks of Honour II” a cura di Officine Fotografiche . Ci sono state lectio magistralis di autori come Andres Serrano e Andrea Galvani, sul progetto Higgs Ocean, presentato da Giorgio Verzotti. Numerosi, infine, gli incontri, come quello con Dieter Neubert, Direttore del Kassel Photobook Festival o quello con Fabio Sandri presentato da Elio Grazioli. Anche le tavole rotonde hanno raccolto molte adesioni di pubblico ed in particolare “Quale storia della fotografia?” con lo stesso Grazioli e Walter Guadagnini e quella dedicata al “Collezionismo di fotografia”, con i collezionisti, Ettore Molinario e Fabio Castelli, con Denis Curti, vicepresidente Fondazione Forma, Giunluigi Colin, artista e Paolo Barbaro, storico.
Il prossimo appuntamento è con la seconda edizione di MIA Fair, fissata per la primavera 2012. L’ambizione di MIA fair è quella di diventare un punto di riferimento nel panorama delle grandi manifestazioni dedicate alla fotografia, nazionali ed internazionali, acquisendo un’identità propria e riconfermando la vocazione di respiro internazionale che trova nei Rencontres d’Arles e Paris Photo i suoi modelli ispiratori.








