Pasqual_ Andy Warhol Postumous Self PortraitDal 4 al 7 agosto in occasione della terza edizione del Kinnernet Venice 2016, il workshop sull’innovazione realizzato in esclusiva per l’Italia da H-FARM  www.h-farm.com/kinnernet-venice-2016 , una (un)conference che attrae ogni anno imprenditori, artisti, scienziati ed esperti di tecnologia di tutto il mondo; quest’anno ospiterà presso i saloni di H-DEMIA una personale dell’artista veneziano Marco Pasqual
04-07 agosto 2016
Marco Pasqual_ “ Transposition turns into Tranfiguration “
H-FARM Kinnernet Venice 2016
www.marcopasqual.it/ttit2016
Nelle opere di Marco Pasqual  esposte nella mostra  Transposition turns into Tranfiguration, computer graphics e manualità gestuale attivano un gioco che riflette sul processo di ‘rimediazione’ nella pratica artistica.
Nella serie degli “Autoritratti postumi”, l’artista infatti si esprime attraverso una grammatica visiva composta da elaborazioni digitali e tecniche tradizionali, rivivificando il pensiero e il gesto dei grandi artisti del XX secolo.
La citazione si attiva attraverso la trasposizione di diversi tratti di opere rielaborate digitalmente e fuse al ritratto dell’artista scelto. Pasqual cattura la fluidità delle linee tracciate a mano libera dagli artisti e le traspone nel mondo chiuso degli algoritmi, creando una composizione che trasfigura il soggetto attraverso le stesse opere originali. L’immagine sintetica viene poi impressa sulla tela e manipolata attraverso vari passaggi con la cera in fusione. La cera, da sempre materiale privilegiato dagli artisti per imitare la forma ideale della realtà e della natura, esalta cosi la Pasqual_  Emilio Vedova Autoritratto Postumodefinizione dei dettagli ottenuti dal mosaico dei pixel.
L’interazione uomo-macchina genera dunque una metamorfosi delle forme che combina linguaggi differenti, contaminandoli e oltrepassandoli. Pasqual infatti compone tratti e campiture attraverso selezione, ripetizione, aumento, riduzione, sovrapposizione e inversione di citazioni, lavorando sul monitor come se questo fosse una tavoletta cerata di antica memoria. Ma è solo successivamente, grazie alla trasposizione fisica, che l’opera si compie, attivando attraverso un percorso circolare un legame plastico con il manufatto artistico tradizionale. La tecnica digitale viene dunque considerata dall’artista solo come un mezzo per ridefinire il concetto di ritratto, che prende forma e si materializza solo nella rimediazione successiva dell’immagine, attraverso il gesto manuale della “scolpitura” della cera.
Il tributo ai grandi artisti del passato si inscrive poi sul recupero del concetto di museo, restituendo nuovi significati al tableau vivant.

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