Autore dell’opera: Sergio Nannicola – Testo: “Mancato allarme” o “Rassicurazione disastrosa”, Antonello Ciccozzi – Immagine della casa dello studente: Massimiliano Spedicato

Dopo Bruxelles e Lima, prossimamente al Il Cairo, Pechino e Caracas, la mostra “Maestri di Brera per l’Unità d’Italia” approda a Milano, il 10 Marzo alle ore 12.00 si inaugura presso la ex Chiesa di San Carpoforo nel cuore di Brera – Via Formentini 12, l’evento celebrativo dei 150 anni della Repubblica Italiana.

Le 61 opere, eseguite dagli artisti-docenti dell’Accademia, con tecniche miste su tela libera, hanno la forma di una bandiera per creare il suggestivo effetto di vele gonfiate dal vento, quello stesso vento di speranza che animò gli italiani nell’unificazione.

“La Lombardia – ha sottolineato il sottosegretario Cavalli – ha voluto un progetto così ambizioso nella capitale d’Europa (Bruxelles – Palazzo Berlaymont, sede della Commissione Europea) per promuovere la sua identità culturale oltre il contesto nazionale, come parte di un impegno continuo finalizzato a rafforzare la presenza lombarda in Europa”.

Fu l’opera di un docente dell’Accademia di Brera (dal 1822 al 1879), Francesco Hayez, a celebrare l’Unità d’Italia dipingendo “Il Bacio”. Presentata nel 1859 diventò, in forza dei colori della bandiera dipinti nel quadro, il simbolo dell’Unificazione d’Italia. Tutte le bandiere degli artisti di Brera sono legate tra loro dal sentimento della patria e dalla semplicità dei tre colori: bianco, rosso e verde.

L’esposizione “Maestri di Brera”, oltre al sostegno di Regione Lombardia, ha ricevuto il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia, dell’Istituto Italiano di Cultura e del Gabinetto del vice presidente della Commissione Europea Antonio Tajani

 

Gli artisti

Alessandra Angelini, Nino Bacco, Lidia Bagnoli, Italo Bressan, Giovanni Bruno, Pierluigi Buglioni, Tiziana Campi, Tiziano Campi, Sabina Capraro, Walter Cascio, Roberto Casiraghi, Giorgio Cattani, Vincenzo Ceccarelli, Italo Chiodi, Francesco Correggia, Alfred De Locatelli, Giuseppe Di Gennaro, Piermario Dorigatti, Vincenzo Elefante, Marina Falco, Gaetano Fanelli, Maria Cristiana Fioretti, Ignazio Gadaleta, Renato Galbusera, Maria Cristina Galli, Alberto Garutti, Vito Natalino Giacummo, Elmar Giacummo, Gabriele Giromella, Barbara Giorgis, Gaetano Grillo, Teresa Iaria, Margherita Labbe, Cosmo Laera, Bernardino Luino, Gastone Mariani, Franco Marrocco, Daniela Moro, Enrico Mulazzani, Sergio Nannicola, Domenico Nicolamarino, Angela Occhipinti, Maria Teresa Padula, Laura Panno, Paola Parisi, Antonello Pelliccia, Marco Pellizzola, Guido Pertusi, Antonella Pierno, Stefano Pizzi, Roberto Roberti, Peppe Sabatino, Nicola Salvatore, Paola Salvi, Alessandro Spadari, Filomena Stelitano, Tiziana Tacconi, Luca Vernizzi, Dany Vescovi, Federico Vescovo, Massimo Zuppelli

Sabato 17 marzo
nella giornata conclusiva delle celebrazioni per il 150ennario dell’Unità d’Italia
alle ore 18.00 si terrà l’asta benefica delle 61 Bandiere

La mostra sarà visitabile da lunedì 12 a sabato 17 dalle ore 12.00 alle ore 18.00
Per informazioni contattare l’Ufficio mostre: Tel. +39 02 86955233, Fax: +39 02 86955242 ufficio.mostre@accademiadibrera.milano.it

Alla mostra sarà presente anche  la città dell’Aquila, attraverso il lavoro dell’artista Sergio Nannicola. La bandiera riporta il seguente titolo: ‘Il valore dei termini – “Mancato allarme” o “Rassicurazione disastrosa”?’ L’opera vuole cogliere l’occasione per ricordare agli Italiani, all’Europa e al mondo, la tragedia che ha colpito il suo territorio il 6 aprile 2009, accendendo un riflettore sulla fin troppo blaterata rassicurazione alla popolazione.

La bandiera di due metri per uno e mezzo  infatti, rimanda al processo che attualmente si sta svolgendo a L’Aquila, che vede imputati i massimi responsabili della Commissione Grandi rischi  ivi compreso l’ex Capo della protezione Civile Guido Bertolaso. Dedicata alle vittime del sisma l’opera evidenzia appunto la “Rassicurazione disastrosa” in cui sono rimasti invischiati i cittadini aquilani periti la notte del 6 aprile 2009.

La bandiera  riproduce nella parte centrale una delle tragiche immagini della casa dello studente piegata su se stessa in cui morirono otto studenti universitari, divenuta purtroppo oggi il simbolo nefasto della tragedia aquilana. L’augurio è che venga fatta piena luce sulla questione che è costata la vita a 309 persone, senza contare i suicidi e gli anziani che si sono lasciati morire lontani dalle loro case e dalla loro terra.

“La storia della Repubblica Italiana è costellata da momenti di altissimo valore democratico come da esperienze sociali dolorosissime da ricordare, fatti oscuri di cui ancora oggi non si vede la luce, ed è per questo che ho deciso di sollecitare una  riflessione in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Facciamo che la “Rassicurazione disastrosa” del terremoto dell’Aquila non si aggiunga a questi. Voltiamo pagina onorando le sue vittime con una risposta univoca e trasparente.”   (Sergio Nannicola)

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