In #mostra #RAMRAM di Elisa Muliere e Stefano Ronci e #LOW di Paolo Bufalini. Fino al 31 luglio 2018.

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Questa sarà la prima di una serie di esposizioni di arte contemporanea attraverso le quali il team curatoriale di Adiacenze intende mettere in dialogo e a confronto due artisti chiamati a relazionarsi tra loro, con lo spazio e con la sua giovane storia, creando opere realizzate ad hoc per l’occasione.

Ram. Ramram. Ramramram.

Ramram è amnesia, non memoria. Tabula rasa di significati contenenti una possibilità, quella della reinvenzione del sé. Attraverso opere site specific, Stefano Ronci (Rimini, 1972) ed Elisa Muliere (Tortona, 1981) uniscono stile e poetica nella creazione di un ambiente comune – RAMRAM – nel quale far dialogare i propri interventi.

Ronci occupa lo spazio centrale della ‘piazza coperta’ della Casa della Cultura “Italo Calvino” con un lavoro installativo di assemblaggio: gli abitanti di Calderara di Reno sono da lui chiamati a portare oggetti, mobili di uso quotidiano abbandonati nelle cantine o non più utilizzati. Questi oggetti, dimentichi della loro funzione originaria, vengono sapientemente accostati e riorganizzati sotto forma di enormi costruzioni autoportanti. Un oggetto/scultura imponente, raccolta di significati e significanti molteplici, fonde in sé tutta la potenza di un pensiero nuovo e originale, dove il valore simbolico può essere reinterpretato da zero, ripensato, reinventato. Una sedia smette di essere sedia perché ha perso la memoria di sé e, legata ad altri elementi di recupero, si fa materia inedita, diventa essere totemico e contenuto di nuova significanza. Tramite questa operazione di arte partecipata, gli stessi abitanti di Calderara di Reno prendono possesso della piazza coperta contribuendo alla costituzione di un’opera che va a occupare uno spazio a loro stessi destinato.

Muliere opera di concerto con Ronci, attraverso l’utilizzo di un medium bidimensionale: la tela.  Colore, gesto e segno si fondono nella creazione di una visione onirica dall’atmosfera sospesa. La tecnica mista utilizzata dall’artista su tele di grandi dimensioni, fatta di sovrapposizioni e stratificazioni, metaforicamente ricalca una narrazione che si esplica su più livelli. La nuova memoria di Muliere è quella contemporanea, labile, volatile. È uno sguardo pigro alla schermata del telefono a un passo dal cataclisma, un graffito preistorico fatto con vernice spray fluorescente. Un cortocircuito tra passato, presente e futuro, intenso e spiazzante.
La mostra sarà visitabile fino al 31 luglio 2018

In mostra ad adiacenze fino al 31 luglio:
LOW
di Paolo Bufalini

Paolo Bufalini con Low propone gli ultimi risultati della sua ricerca, continuando a riflettere in una dimensione ambientale e scultorea degli oggetti.

Low è una parola inglese che può essere tradotta e intesa in italiano in vari modi: per esempio, come qualcosa di basso, che si trova a livello del suolo, ma allo stesso tempo è una parola spesso impiegata per descrivere stati d’animo poco confortevoli e atteggiamenti sottotono.
Dunque una mostra in cui eccessi e tensioni sovversive vivono in uno spazio ben orchestrato, in cui la fruizione è regolata con una cadenza precisamente studiata e tutt’altro che frenetica. Il piacere per il dettaglio, la fascinazione della scoperta si manifestano attraverso una serie di installazioni e sculture in cui forme e significati si stratificano l’uno sull’altro, generando unità dense, complesse e autonome.

Con un testo critico di Davide Da Pieve.

 

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