Greetings from L’Aquila – Carlo Nannicola – 2010
Greetings from L’Aquila
Saluti dall’Aquila
La dimensione dell’Aquila è comune a molte altre piccole città che vivono quotidianamente il fluire del tempo senza grandi cambiamenti.
Il passaggio dei media, subito dopo il sisma, ha trasformato la distruzione in tabù nutrendosi delle morti calde e della lacrime e immortalando i luoghi familiari, i ricordi condivisi.
Dieci mesi dopo il disastro, il flusso vitale è tornato ai suoi ritmi lenti che sembrano ignorare la necessita di ricostruire o crearne nuove dimensioni umane accettando il presente come unica soluzione possibile.
Le distorsioni, in realtà sempre presenti, ora sono sotto gli occhi di tutti, le macerie diventano una sorta di reliquia-monumento, e danno l’impressione di governare la vita di questo spazio di terra.
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