Contiene Aromi Naturali – #RuggeroBaragliu #SamuelePigliapochi #AngeloSpatola

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Sabato 17 Marzo, ore 18.00, Idem Studio inaugurerà la mostra Contiene Aromi Naturali, degli artisti Ruggero Baragliu, Samuele Pigliapochi e Angelo Spatola.
Sedimentati i due precedenti incontri, dal titolo After School e Overload, come detriti nel letto di un fiume, il terzo incontro si presenta come forza brutale, come flusso schiacciante che urta e eccita la materia, portandola a deflagrare alla foce.
After School, a segnare l’anno zero, vede l’immagine (che ha per i tre artisti ruolo principale, e con essa il perpetuo parallelismo che si snoda tra le loro opere) ancora fortemente saldata al perimetro della tela, alla prigione spaziale che la delimita.
Overload appare come l’evoluzione dell’immagine che, ora, pare distaccarsi con timidezza dalle griglie bidimensionali del supporto e accendersi in un gioco di luci e colori. Sino all’esplosione.
In Contiene Aromi Naturali, Baragliu, Pigliapochi e Spatola emanciperanno l’immagine a tal punto da farla traboccare oltre i suoi confini, permettendole di invadere con prepotenza lo spazio, sino a farla risultare ingrediente invasivo e disturbante.

La mostra, curata da Maria Elena Marchetti, sarà visitabile:
domenica 18 marzo ore 16.00 – 20.00
Dal 19 marzo al 14 aprile, su appuntamento

IDEM Studio – Via Vincenzo Lancia, 4, 10141 – Torino
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/progettoidem/
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1855493581151863/
Tel: 340 376 5958
progettoidem@gmail.com

Contiene Aromi Naturali è la scintilla, la miccia che innesca lo scoppio. Il recto-verso delle tele di Ruggero Baragliu, Samuele Pigliapochi e Angelo Spatola appare saturo sino all’esplosione. Un’esplosione ordinata che, con forza brutale, invade lo spazio ma, al contempo, mantiene il sublime equilibrio cromatico della natura. La materia si spacca con fragore, i lembi delle tele si aprono, lasciando deflagrare via il colore e le forme che, senza timidezza, evadono la prigione spaziale del supporto e invadono la stanza. L’immagine qui riveste per i tre artisti ruolo principale, ottiene emancipata il proprio spazio nella stanza con una prepotenza che rasenta un’azione maldestra; facendosi oggetto, con ironia grottesca, prende il proprio posto nello spazio sino a risultare per lo spettatore ingrediente invasivo e disturbante.

Così, le sottrazioni formali di Ruggero Baragliu, come percorsi incerti, si fanno scultura e occupano lo spazio, mantenendo una finitura bidimensionale che risulta estraniante per chi l’osserva. Le frantumazioni di Angelo Spatola sembrano aver prodotto nuovi rifugi: come tasselli di antichi mosaici le tele si nascondono tra nicchie scavate nel muro, facendo capolino, come fossero occhi dell’arte che spiano nascosti dietro i mattoni. E mentre quegli occhi ci guardano, continuano a scendere, come gocce di pioggia, i colori esplosi dai supporti, dalle immagini. Di questi ultimi Samuele Pigliapochi si occupa, raccogliendoli e lasciandoli sedimentare sul rivestimento orizzontale dello spazio, come una grande pozzanghera di colore. L’inevitabile attenzione all’immagine e al colore che Baragliu, Pigliapochi e Spatola portano avanti, assume in questa

mostra un interesse nuovo, che nasce dal perpetuo parallelismo da essi instaurato e dà vita a un vero e proprio mondo ove lo spettatore può entrare e muoversi in uno Spazio completamente nuovo.

Maria Elena Marchetti

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