Domani, venerdì 28 ottobre, ore 13 in aula Baratto a Ca’ Foscari (Dorsoduro, 3246 – Venezia), conferenza stampa di presentazione di

“Avanguardia russa. Esperienze di un mondo nuovo “
che inaugura l’11 novembre a Palazzo Leoni Montanari a Vicenza (resterà aperta fino al 26 febbraio)

In mostra 85 opere tra inediti e capolavori dei maggiori esponenti dell’Avanguardia russa, da Gončarova, Filonov e Kandinskij a Malevič, Tatlin, Rodčenko solo per citare alcuni degli artisti presenti con le loro opere.

Presenti Carlo Carraro, rettore di Ca’ Foscari
Giovanni Bazoli presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo
Francesca Lazzari assessore alla Cultura del Comune di Vicenza
e i curatori Giuseppe Barbieri, Direttore della scuola dottorale interateneo in Storia delle Arti di Ca’ Foscari
Silvia Burini, Direttrice dello CSAR – Centro di alti Studi sulla Cultura e  le Arti della Russia di Ca’ Foscari Venezi

La mostra è organizzata da Intesa Sanpaolo, CSAR – Centro di Alti Studi sulla Cultura e le Arti della Russia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, Foundation for Interregional Projects di Mosca, Ivanovo Art Museum.

“Ricomporre la storia dell’Avanguardia russa costituisce ogni volta una nuova sfida, che può offrire inedite prospettive o distruggere ormai radicati pregiudizi,  che si mescola alla conoscenza della storia delle idee o che sollecita lo sguardo ‘innocente’ del nuovo spettatore” (Nicoletta Misler e John E. Bowlt).

E in effetti la mostra che si apre l’11 novembre prossimo negli spazi delle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari,sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza, propone  un racconto assolutamente inedito del fenomenodell’Avanguardia russa per approccio e opere esposte – cogliendone la pluralità espressiva, ma anche i filoni tematici principali  e soprattutto la suggestiva matrice comune.

Per la prima volta, infatti, il pubblico italiano potrà ammirare 85 opere dell’Avanguardia russa cheprovengono dai Musei regionali di Ivanovo, Kostroma, Jaroslav’ e Tula.
Un’occasione dunque importante, promossa da Intesa Sanpaolo, CSAR – Centro di Alti Studi sulla Culturae le Arti della Russia all’Università Ca’ Foscari di Venezia (costituito nel marzo 2011), Foundationfor Interregional Projects di Mosca, Ivanovo Art Museum e organizzata nell’ambito dell‘Anno dellaCultura e Lingua russa in Italia e della Cultura e Lingua italiana in Russia.

L’iniziativa, su progetto di Mikhail Dmitriev, Presidente della Foundation for Interregional Projects, con il sostegno e il patrocinio del Ministero della Cultura della Federazione Russa e del Governo della Regione di Ivanovo e il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica italiana, vanta il coinvolgimento della città e del territorio grazie alla collaborazione con il Comune di Vicenza.

Le opere esposte testimoniano il gusto e le scelte degli stessi protagonisti dell’Avanguardia, che agli inizidegli anni Venti tentarono la formazione utopistica di Musei di Cultura Pittorica diffusi su tutto il territorio; o, viceversa, opere “rinnegate” dal potere sovietico, dagli anni Trenta in avanti, quando, guardate con sospetto e paura, vennero inviate nei fondi dei musei regionali e lì dimenticate fino agli inizi degli anni Novanta.

Così, se di solito la nostra conoscenza delle tendenze artistiche che si susseguono in Russia all’inizio del Novecento è affidata a una serie di notissimi capolavori  e a pochi prestigiosi protagonisti, Kandinskij, Malevič,Rodčenko, pure presenti in mostra con lavori chiave (pensiamo al Cuneo viola di Kandinskij, alla fondamentale opera suprematista di Malevič del 1915 dal Museo di Ivanovo o a Composizione n 61 di Rodčenko del 1918), la lunga serie di inediti esposti a Vicenza consente di osservare il fenomeno dell’Avanguardia russa da nuovi punti di vista, con nuove chiavi di lettura. Che significa anche: mettere in luce figure ancora poco conosciute e che acquisiscono nuovo valore come Olga Rozonova (lei insieme alle altreartiste definite dal poeta cubo-futurista Benedikt Livčic “vere Amazzoni, cavallerizze scite“) o evidenziare tematiche essenziali per la storia dell’Avanguardia russa,  come quella del rapporto con l’artepopolare e la pittura di icone.

E in effetti, a Palazzo Leoni Montanari la mostra – curata da Silvia Burini direttore dello CSAR, da GiuseppeBarbieri Direttore della Scuola dottorale inter-ateneo in Storia delle Arti di Ca’ Foscari, da Mikhail Dmitriev e Svetlana Volovenskaja, rispettivamente Presidente e curatrice dei programmi della Foundatiom for Interregional Projects – sviluppa una puntuale quanto sorprendente comparazione visuale e semantica con le straordinarieicone russe della collezione permanente di Intesa Sanpaolo, la più importante raccolta privata,in tal senso, dell’Europa Occidentale.

Un dialogo affascinante che evidenzia le radici orientali e rivela le dinamiche della memoria. I protagonisti dell’Avanguardia russa, pur nella loro pluralità espressiva – resa palese dal titolo stesso diquesta mostra – hanno cercato di costruire, dalle fondamenta, un nuovo modello di società e di mondo; ma questo nuovo mondo s’innesta su radici lontane e profonde. L’icona è l’origine, la matrice, sia dal punto di vista formale – la cosiddetta prospettiva rovesciata, le inedite associazioni cromatiche, l’enorme laconismo combinato con un’enorme tensione plastica – sia da quello spirituale.

Ciò diventa palese nel confronto tra alcune icone scelte e le opere del gruppo del “Fante di quadri”e dei cosiddetti “neo primitivisti”; appare potentemente nella “nuova” iconostasi proposta al primopiano della Galleria, con al centro l’opera di Rodčenko (Composizione n. 61) e ai lati l’Arcangelo Michele e l’Arcangelo Gabriele del XVI secolo, provenienti da Tver; emoziona, laddove alcune opere dell’Avanguardiavengono letteralmente “immerse” nella collezione permanente di icone di Palazzo Leoni Montanari che assume, come è evidente, un aspetto inedito nel confronto con le bellissime opere diKandinskij qui collocate.

Ma sono molte altre ancora le suggestioni offerte da questa mostra, che intende innanzitutto mettere in lucele due tendenze principali della ricerca artistica, interna al fenomeno dell’Avanguardia: la prima più vicina all’espressionismo e più frammentaria nelle manifestazioni, pensiamo a Gončarova, Filonov eKandinskij, la seconda prossima al cubo-costruttivismo e certamente più omogenea nei suoi esponenti di punta, – Malevič, Tatlin, Rodčenko e nei loro seguaci.

  • SEDE: Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari Contra’ Santa Corona 25, Vicenza  - DURATA: 11 novembre 2011 – 26 febbraio 2012
  • INFORMAZIONI: Tel 800.578875, www.palazzomontanari.com – ORARIO:  martedì – domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.00, giorno di chiusura: lunedì
  • INGRESSO: intero euro 6,00; ridotto euro 4,00

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